Riceviamo e pubblichiamo
Giovedì 12 dicembre, a Milano, alla Casa dei Saperi alla Fondazione Adolfo Pini, una serata con  aperitivo e video d’artista organizzata per festeggiare il Natale; per l’occasione apertura straordinaria delle mostre: Monumenti impermanenti di Stefano Romano e Giorni Segreti di Giovanni De Lazzari.

Giovedì 12 dicembre 2019 a partire dalle 18.30 la Fondazione Adolfo Pini apre le porte al pubblico per una serata speciale organizzata da Casa dei Saperi, “Natale a casa Bongiovanni Radice – Pini, con video d’artista e aperitivo. Un momento per incontrarsi nella casa museo e scambiarsi gli auguri in vista delle feste, visitando anche le mostre  Monumenti impermanenti di Stefano RomanoGiorni Segreti di Giovanni De Lazzari che per l’occasione rimarranno aperte fino alle ore 21.30.
unnamedLa serata sarà inoltre l’ultima occasione per visitare la mostra di Stefano Romano Monumenti impermanenti, nella galleria al piano terra di Corso Garibaldi 2.
Nelle sale al primo piano della Fondazione il pubblicò avrà la possibilità solo per questa serata, di vedere tre video di artisti pluripremiati: Siham & Hafida di Meriem Bennani, Les Indes Galantes  di Clément CogitoreWolkaan di Bahar Noorizadeh inseriti all’interno della mostra site-specific Giorni Segreti. L’installazione video, a cura di Sonia D’Alto parte del team curatoriale del progetto Casa dei Saperi, dal titolo Utopia della narrazione: confondere i confini tra finzione e realtà, invita l’osservatore a riflettere sullo sconfinamento tra finzione e realtà, per ricordarci che il modo in cui raccontiamo le storie può sfidare le strutture di potere dominanti.

LE PROIEZIONI
unnamed (4)Siham & Hafida di Meriem Bennani (2017. 30:00 Min) presenta una visione lisergica, carica di colori e di ritmi sonori. L’esotismo del Marocco si mescola con i caratteri dei personaggi digitali e presenta umoristicamente gli effetti delle biotecnologie sul corpo delle donne e delle città marocchine. Danzatrici chickat sono filmate in maniera documentaristica con uno smartphone; archetipi incontrano la danza volitiva di creature tipiche dei videogiochi.

unnamed (5)Les Indes Galantes di Clément Cogitore (2017. 5:26 Min) è una rivisitazione dell’opera- balletto omonima di Jean Philippe Rameau (1735). Se il lavoro di Rameau espone lo sguardo ambiguo dell’Europeo sull’Altro, Cogitore mette in scena una reinterpretazione di una parte del balletto con un gruppo di danzatori Krump – danza nata negli anni ’90 nelle periferie di LA. In questa metafora, che gioca con l’appropriazione culturale, sono interrogate le frontiere. L’utopia è chiaramente presente nell’incontro.

unnamed (3)Wolkaan di Bahar Noorizadeh (2015. 29:39 Min) presenta un evento cinematografico interrotto. Due estremità geografiche diverse, due narrazioni discordanti: una città nella notte in prossimità di una catastrofe naturale, e un dialogo in macchina tra padre e figlio, di giorno. Entrambe le scene suggeriscono il tema del risveglio e della presa di coscienza.

LE MOSTRE
La mostra Monumenti impermanenti di Stefano Romano, a cura di Gabi Scardi riunisce nella galleria al piano terra di Corso Garibaldi 2 opere afferenti all’ultimo decennio di attività dell’artista e si compone, in particolare, di due serie fotografiche e unnamed (2)diversi video fra cui Zanafilla, di recente realizzazione e mai esposto prima. Tra le modalità espressive privilegiate dall’artista vi è anche l’intervento performativo, messo in scena spesso nello spazio pubblico e basato sulla tecnica del re-enactment. Nel lavoro di Stefano Romano le tematiche culturali, politiche e sociali si intersecano. I principali riferimenti della sua ricerca sono il tempo, la storia, la memoria, i concetti di soggetto e di cittadinanza. La sua attenzione si focalizza su ciò che è stabile e assertivo: come gli inni ufficiali, dei quali smantella la forma sostenuta e austera; il concetto di famiglia, che riformula su base empatica; i monumenti, che da stabili e autorevoli per natura, perdono rigidità e diventano precari – Impermanenti – ma nello stesso tempo acquistano umanità.

Il progetto site-specific GIORNI SEGRETI di Giovanni De Lazzari, a cura di Anna Daneri, mette a confronto i diversi nuclei intorno a cui si sviluppa la ricerca dell’artista. Accanto a disegni, collage, opere pittoriche e scultoree, sono esposti una selezione di unnamed (1)taccuini, attraverso i quali è possibile ricostruire le tappe del lavoro di Giovanni de Lazzari, fin dalla sua genesi. Attraverso il tratto della matita, lo strumento più assiduamente utilizzato dall’artista, immagini e testi prendono forma come miniature nelle pagine dei taccuini che De Lazzari realizza in una pratica quotidiana. Per la mostra GIORNI SEGRETI l’artista ha realizzato un wall drawing, in scala architettonica, dell’opera Groviglio. Gli elementi vegetali e animali, ricorrenti nei lavori esposti, stabiliscono un dialogo inedito con le decorazioni e gli arredi della casa-studio, oltre che con i dipinti del pittore Renzo Bongiovanni Radice. È il caso del trittico di disegni  Abbracci (2013), in cui l’intreccio tra due serpenti crea un’immagine potente sospesa tra amore e morte. Mostra visitabile fino al 6 marzo 2020 – Orari dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00

Fondazione Adolfo Pini 
Nata nel 1991 per volontà di Adolfo Pini (1920-1986), la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano nell’elegante palazzina di fine Ottocento in corso Garibaldi 2. Oltre ad Adolfo Pini, uomo di scienza e docente di fisiologia, qui ebbe dimora e studio il pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), zio materno di Pini, che fu una figura chiave nella formazione culturale del nipote, guidandone in particolare l’interesse verso le arti. Per volontà di Adolfo Pini la Fondazione è dedicata alla memoria dello zio con l’obiettivo di promuoverne e valorizzarne l’opera pittorica, attraverso studi e mostre, e il sostegno ai giovani artisti attivi in tutte le arti, con borse di studio, offerte formative e altre iniziative. Essa promuove inoltre anche la figura di Adolfo Pini che, accanto alla sua attività scientifica, fu anche scrittore, poeta, compositore e appassionato d’arte, rappresentando una perfetta sintesi di cultura scientifica e umanistica. Tra le iniziative promosse dalla Fondazione Adolfo Pini vi è Storie Milanesi, a cura di Rosanna Pavoni, Casa dei Saperi a cura di Valeria Cantoni Mamiani e una serie di progetti dedicati all’arte contemporanea, a cura di Adrian Paci, che coinvolgono in particolare giovani artisti.
Informazioni
Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Ingresso gratuito
Tel. 02874502
eventi@fondazionepini.it
www.fondazionepini.net