Riceviamo e pubblichiamo
Lisa Corti presenta la sua prima collezione Resort 2020 puntando sui suoi capi classici, interpretati con nuovi disegni - il Ramage Chinz e il Tibetan Dragon Tiger - dando al fascino dell’esotico un nuovo significato, fatto di tradizioni che provengono dall’Oriente, di riti, di alto artigianato artistico, il tutto racchiuso in dei capi da indossare da chi rincorre l’estate anche nei mesi invernali.

LISA CORTI MOOD 0569Il fascino dei capi Lisa Corti è sempre stato quello di saper coniugare influenze orientali a un gusto occidentale, in una perfetta combinazione di tradizione e innovazione, a cui si aggiunge il particolare stile della designer milanese, unico, personale, inimitabile.
La prima collezione Resort di Lisa Corti è tutto questo portato all’ennesima potenza, nella volontà di dare ancora più spazio alle tradizioni e al saper fare da cui trae ispirazione, traslandolo però in una visione del mondo raffinata, elegante, ma allo stesso tempo con una portabilità ideale al clima delle zone più esclusive e calde del globo.
La seta è il tessuto d’elezione, insieme ai cotoni impalpabili e alla mussola finissima, per i modelli must Lisa Corti come il kaftano aperto e chiuso per la sera ma anche per la spiaggia, le kurte e le camicie per un abbigliamento più casual e, nuovo modello, un abito con le spalle scoperte, stretto in vita e che scende morbido sui fianchi per dare un tocco più young e fresco alla collezione.
LISA CORTI MOOD 18900Due sono i nuovi disegni proposti – il Ramage Chinz e il Tibetan Dragon Tiger – che vogliono entrambi essere la testimonianza di un tempo perduto, fatto di storia, leggende, simboli e saper fare.
Il Ramage Chinz è nato proprio da un frammento di un vecchio Chinz indiano, una particolare tipologia di tessuto lucido e levigato che veniva prodotto in India fin dall’antichità  per l’arredamento, frutto di innumerevoli passaggi a cui la stoffa viene sottoposta, rigorosamente realizzato a mano e con componenti tutti naturali: una tecnica che per secoli gli Occidentali cercarono di apprendere senza successo, finché nel 1734 l’ufficiale navale francese Antoine de Beaulieu, durante un viaggio a Pondicherry in India, registrò in un quadernetto meticolosamente ogni singola fase di elaborazione del chintz, il suo libro fu pubblicato nel 1760 e da quel momento anche gli europei furono in grado di riprodurre il Chinz.
Il disegno di Lisa Corti vuole ricordare nei colori – blu, rosso, giallo e verde – e nei soggetti che riproducono fiori e frutta, questo mondo fantastico e prezioso che rende ogni capo di abbigliamento ancora più speciale e unico, grazie anche alla particolare tecnica di fattura di tutti i tessuti Lisa Corti che utilizza il block print, ossia la stampa manuale sulla stoffa attraverso blocchi di legno che riproducono i disegni.
Il Tibetan Dragon Tiger già dal nome ci porta a nord dell’India, in Tibet appunto, mutuando un disegno classico e antico che ricorre spesso nell’arte e nella mitologia di LISA CORTI MOOD 20559quelle regioni: la tigre che con il suo ruggito possente ed il suo sguardo magnetico ha da sempre affascinato le popolazioni orientali e che, con il suo elegante vello a bande gialle e nere, era considerata simbolo di forza e spesso usata nell’antichità come ornamento da reggenti e sovrani o indossato da guerrieri in battaglia. Animale considerato magico e con poteri curativi dalle popolazioni tibetane, nel disegno di Lisa Corti l’iconografia della tigre viene fusa con quella del drago, creatura mitologica per eccellenza e ambivalente, in Occidente considerata terribile e malvagia, mentre in Oriente vista come benevola e portatrice di ricchezza e fortuna.
Con la prima resort Collection Lisa Corti vuole raccontare il valore del tempo perduto e di tradizioni che vengono da lontano, tutte con una radice comune in Oriente, e che rappresentano valori come la protezione, la famiglia, la gioia e la fatica, il tutto intriso da un misticismo magico che ancora oggi ci affascina e ci conquista e che rende questi capi unici e ancora più preziosi da indossare, ma soprattutto da interpretare e da conservare per le occasione più speciali come per la vita di tutti i giorni, consapevoli di star indossando un piccolo pezzo di storia e di passione.

UN TERMINE E LA SUA SPIEGAZIONE
MUSSOLA
La mussola è un tessuto molto leggero in armatura tela e a trama molto rada (simile alla garza  da medicazione). Fu introdotta in Europa dall'Asia nel XVII secolo, Il suo nome deriva dalla città di Mosul sulle rive del Tigri dove gli europei la incontrarono la prima volta ma ha la sua origine nella città di Dacca in Bangladesh. Originariamente era prodotto con cotone, poi con la lana e il lino. Viene utilizzato per l'arredamento nei tendaggi, nella biancheria da letto, nella biancheria intima e per l'abbigliamento  femminile come le camicette. La mussola veniva anche utilizzata come fondo per le Thangka, pitture religiose su tela con provenienza da paesi Buddhisti come Tibet, Bhutan e Nepal.

Questa presentazione richiede JavaScript.