La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
L’articolo di ieri dedicato alle degustazioni del Lugana ha spinto La Capra Enoica a dedicare questo spazio proprio alla Lugana.

Uva_Turbiana Se potrai davvero dividere il pane, il vino e la visione e affrontare ogni giorno con un sorriso” sono parole della canzone di Sergio CammariereIl pane, il vino e la visione”, titolo della canzone che andrei a utilizzare per sintetizzare l’articolo dedicato al vino che ho deciso di trattare oggi, il Lugana. Pane (per spalmare il cremoso Lugana Riserva), Vino (questo splendido prodotto che risponde al nome di Lugana) e Visione (il mio ricordo del Lugana associato al Lago di Garda).

PILLOLE DI STORIA
Si tratta di un vino prodotto nella zona del basso Garda quindi è facile pensare che gli antichi romani conoscessero gli antenati del Lugana in quanto la coltivazione della vite, nella zona, risalirebbe all’Età del Bronzo ed è stata documentata da vinaccioli di Vitis lugana vignetoSilvestris scoperti nelle zone palafitticole di Peschiera del Garda.
La prima traccia scritta risale al 1595 quando Andrea Bacci nel “De naturali vinorum historia” cita gli “squisiti Trebulani” mentre nel 1693, nelle “Memorie bresciane” Ottavio Rossi scrive di un vino “gagliardo e soave” della “fangosa Lugana”.
Arriviamo ai primi anni del Novecento: don Giuseppe Lenotti riporta nel “Cenni storici e statistici di Pozzolengo”, fotografia molto efficace, «l’antica selva Lugana, attualmente, è una fertile pianura coltivata quasi tutta a viti e che produce un vino bianco di ottima qualità e di gran pregio anche in commercio».
Nel 1961 viene riconosciuta al Lugana la Denominazione d’origine controllata (Doc) e nel 1990 venne istituito il Consorzio di Tutela del Lugana.

I RICORDI
La prima volta che assaggiai questo vino mi trovavo in ferie sulle sponde venete del Benaco, a Peschiera del Garda, ma si spaziava nel visitare sia paesi sul lato bresciano sia sul lato veronese (entrambi luoghi ammessi alla produzione del Lugana) e nel variare i tipi di vino lo provai e lo trovai decisamente interessante tanto che, anche una volta bicchieri luganatornato a casa, l’ho bevuto acquistandone, ogni tanto, qualche bottiglia in un supermercato ben fornito di etichette ma ogni volta che lo bevevo davanti agli occhi non mi appariva il Benaco e la sua tranquillità. Però era buono ugualmente.

ORIGINE DEL NOME
Controverso l’origine del nome. C’è chi lo fa discendere dalla tipica salsiccia lombarda, la luganega. Altri fanno riferimento a una derivazione del nome da Lucania. Infatti la zona di produzione, una volta era ricoperta di foreste acquitrinose, zona chiamata Selva Lucana (o lugana, Ligana o Litana. Il paese frazione del comune di Sirmione prese il nome di Lugana che ha dato il nome anche al vino.

PENSIERO… MEDITATIVO
Ed eccoci al mio angolo preferito: meditare un pochino su chi descrive le caratteristiche organolettiche di un vino e il Lugana non si sottrae a questo.
I Lugana sono cinque (non ve ne parlo basta andare sul sito del Consorzio di Tutela per scoprirli) quindi le descrizioni si moltiplicano anche se, e non poteva essere Lugana-cinque-vinidiversamente, un passaggio rapido al reparto ortofrutticolo di un supermercato è servito ad appioppare a questo vino sentori di frutta: agrumi (mandarino in primis!), mandorle, mela matura (trovarne una matura al supermercato), nocciole.
Non possono mancare le note floreali, le spezie e l’erba di campo.
Ma c’è chi ci ha trovato sentore di clorofilla: però, visto che la clorofilla è il pigmento che colora le foglie, a quale pianta andiamo attribuire il sentore di clorofilla… sulla frutta almeno si è un pochino più precisi.
Ma il top è colui che ha commentato che il Lugana Riserva è cremoso: cameriere mi porta qualche fetta di pane che ci devo spalmare il Lugana Riserva?

AFORISMA DELLA SETTIMANA
Uno studio sottolinea che il vino fa bene al cuore.
Posso confermare, perché dopo qualche bicchiere amo tutti quanti.
(Anonimo)