Riceviamo e pubblichiamo
Sabato 21 e domenica 22 settembre all’Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia (TV) due giornate di “Gong Abbey” attendendo l’arrivo dell’equinozio d’autunno. Concerto di Gong e massaggio sonoro vibrazionale con Campane Tibetane per accogliere con energia la nuova stagione.

Abbazia di Sant'EustachioUn’esperienza suggestiva per vivere le prime ore dell’autunno quella che l’Associazione Evolution’s Waves proporrà sabato 21 e domenica 22 settembre ai visitatori della secolare  Abbazia di Sant’Eustachio a Nervesa della Battaglia (TV), illuminata dalle luci del tramonto: un massaggio sonoro vibrazionale collettivo con Campane Tibetane e Gong per guidare il rilassamento.
Le campane tibetane vengono utilizzate fin dalla notte dei tempi a scopo curativo. Giunte in Occidente da circa cinquant’anni, il loro suono e le loro vibrazioni recano benefici sotto molteplici punti di vista, favorendo il rilassamento e lo scarico delle tensioni muscolari, emotive e psichiche, riducendo l’ansia e alleviando l’ipertensione arteriosa.
Durante l’evento, che si svolgerà nelle due serate di sabato 21 e domenica 22 settembre dalle 18:00 alle 19:30, gli strumenti verranno suonati sopra i partecipanti stesi a terra, in pieno contatto con la natura, i suoi colori e profumi.
campane tibetaneUna pratica millenaria, in un luogo, l’Abbazia di Sant’Eustachio, che, grazie al recente restauro promosso da Ermenegildo Giusti, è tornato a raccontare la sua storia antica e spirituale. Un’esperienza unica, da provare almeno una volta nella vita, che permetterà di entrare in contatto con se stessi e recuperare energie, necessarie a superare l’autunno ormai alle porte.
All’evento seguirà un buffet vegetariano per inaugurare la nuova stagione in pieno contatto con la natura.
Costo complessivo della partecipazione: 25 euro.
Domenica 22 settembre, la serata sarà replicata al raggiungimento di 20 partecipanti.
Per maggiori informazioni sulla pratica visitare il sito www.campanetibetane.org
Per prenotazioni, contattare il 3202696169, info@abbaziasanteustachio.com
In caso di maltempo, l’evento si terrà al coperto in una sala adiacente all’interno delle mura.

L’Abbazia di Sant’Eustachio: storia, recupero e promozione culturale
Una bolla di papa Alessandro II del 1062 testimonia l’esistenza dell'Abbazia di abbazia s eustachioSant'Eustachio, fondata da Rambaldo III di Collalto e dalla madre Gisla. I Collalto, famiglia di stirpe longobarda, avevano perso la loro influenza su Treviso a favore del vescovo locale il cui potere, non soltanto religioso, si espandeva di anno in anno. Con la fondazione del monastero, quindi, essi contrapponevano a questa autorità un’istituzione indipendente e direttamente sottoposta al pontefice, il quale non vedeva di buon occhio l'espansione dei vescovi trevigiani, sostenitori dell'imperatore. Tra il Cinquecento e il Seicento l'abbazia divenne un importante polo culturale: tra i suoi illustri ospiti, ricordiamo Pietro Aretino, Monsignor Giovanni Della Casa che qui compose il noto Galateo, e la poetessa Gaspara Stampa. Tra il 1744 e il 1819, il complesso fu guidato dal preposto Vinciguerra VII di Collalto, uomo colto e capace che lo trasformò in un’importante azienda agricola retta da esperti e studiosi e la salvò alle soppressioni napoleoniche. Nel 1865, le autorità ecclesiastiche giudicarono inutile questa istituzione e trasferirono il titolo di abate al vescovo di Treviso. Dopo la Rotta di Caporetto, l'edificio si ritrovò in prossimità del fronte del Piave e subì pesanti danneggiamenti. Le rovine, lasciate all'incuria, sono state di recente rivalorizzate con due restauri, uno nel 1992 e un secondo importante nel 2017 a opera della società agricola Giusti Dal Col. Giusti è un imprenditore canadese originario della zona, che nel 2000 ha deciso di valorizzare questo territorio, vocato sin dall’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia ai vini di qualità. Partito da soli due ettari di vigneto, ha sviluppato con passione il suo progetto di promozione del territorio attraverso il vino, arrivando oggi a oltre 100 ettari vitati distribuiti in dieci tenute. Sei anni fa la decisione di avviare il recupero ambizioso di un frammento significativo della storia italiana grazie al restauro dell’antica Abbazia di Sant’Eustachio. Seicento giorni di lavoro hanno restituito fascino, vita e cultura al monastero, che oggi risplende più che mai immerso tra i vigneti e circondato da antiche mura anche grazie agli eventi, le mostre e le manifestazioni organizzate.