rubrica a cura di Fabrizio Capra
Oggi per questa rubrica dedicata alla musica che curo personalmente vi scrivo di un grande cantautore, Ivano Calcagno, del quale mi onoro di essere amico anche se la distanza ci separa.

Ora a Genova è mattina son le nove 
e va bene che non piove 
un caffè tra le altre cose…

ivano calcagno sanremo 84
Sanremo 1984… Principessa delle Rose

Questo è l’inizio della canzone che un bravissimo artista aveva presentato a Sanremo 1984, solo qualche mese prima che lo incontrassi per la prima volta in Alessandria.
La canzone è “Principessa delle rose” e quel ragazzo (allora) risponde al nome di Ivano Calcagno.
Subito ne scaturì una buona amicizia, ci si sentiva (allora non c’erano social, chat, cellulari… esisteva il caro – in tutti i sensi – e buon telefono fisso) sovente, ci si incontrava in qualche evento musicale.
Ricordo il nostro incontro alla BIS, la Borsa Internazionale dello Spettacolo, che si tenne una volta sola in Fiera a Milano, quando la Fiera erano ancora i vecchi padiglioni dove ora sorge la rinnovatissima fieramilanocity.

ivano calcagno moulin rouge
Ivano Calcagno al Moulin Rouge di Parigi

Ricordo di quel giorno una lunga chiacchierata, il pranzo in un ristorantino vicino alla fiera (rammento che mangiai dei fantastici ossibuchi alla milanese) e, per Ivano, un importante incontro negli stand della BIS, un incontro che gli valse, poi, il suo emigrare a Parigi dove si esibì in prestigiosi locali e, per un anno, nientepopodimeno che al Moulin Rouge, il più ambito dei teatri parigini.
Ci perdemmo di vista, anche da un punto di vista musicale, anche perché mi ero allontanato, giornalisticamente parlando, da questo mondo.
Era la fine del mese di novembre del 2016 quando su Facebook mi capitò di leggere il suo nome, chiesi l’amicizia, e riprendemmo un contatto che dura ancora oggi anche se solo in chat visto che ora si è trasferito alle Mauritius.

copertina disco
copertina del 45 giri Principessa delle Rose

Così mi riavvicinai alla sua musica, al suo modo di fare canzoni e ascoltando le sue produzioni sul suo canale Youtube ufficiale ho notato come quel ragazzino che si è fatto uomo ha mantenuto nello scrivere i suoi testi la stessa profondità, la stessa freschezza nei testi e lo stesso modo di arrivare diretto al cuore o allo stomaco delle persone a seconda degli argomenti trattati, proprio come trent’anni fa
Quello che si definisce un vero e proprio talento in grado di raccontare storie capaci di farti riflettere, quello che risulta sempre più raro nel panorama musicale attuale.
Ritrovandolo ancora attivissimo si incomincia nuovamente a rimanere in attesa che Ivano sforni qualche nuovo pezzo, che carichi sul suo canale ufficiale il video, che ce lo annunci tramite il suo profilo Facebook.
« Togliti la catena e butta via questo vecchio collare. Togliti la catena vieni con noi voliamo fino al mare» così canta in una struggente “Il ragazzo e l’aquilone”.
Così come ne “La sirena e il pescatore” raggiunge un livello di poesia pura e toccante: «Resta con me non mi lasciare e la tempesta ci sorprenderà mio dolcissimo amore tra le onde del mare abbracciati al destino un tatuaggio sul cuore per averti per sempre con me vicino».

ivano calcagno
… alle Mauritius

Fantastica la frase con cui Ivano chiude una spettacolare canzone del titolo “Il circo della vita”: «Gli equilibristi hanno perso le ali e il circo ha cambiato città».
E poi l’unicità di come racconta in musica la sua “Savona”: «Savona è la zona del porto è il bar dei poeti caduti disfatti finiti sopra ai marciapiedi».
Una più bella dell’altra, tutte da ascoltare – comprese le interpretazioni (magistrali) di canzoni di altri, le cosiddette cover – tanto che potrei proseguire nel citare passaggi di suoi brani.
Sicuramente Ivano Calcagno avrebbe meritato di più ma quando raggiunse il successo con Principessa delle Rose lui già non si riteneva un cantante di massa, di quelli da servire al pubblico sull’onda di una canzone di successo per poi rischiare, dopo poco, di ritornare nel dimenticatoio per i puri interessi del mercato discografico.

ivano calcagno concerto Paradise Cove Hotel Mauritius
Ivano Calcagno concerto al Paradise Cove Hotel Mauritius

Ivano è sempre stato coerente con se stesso, ha fatto un percorso interessante, anche se sovente lontano dai riflettori importanti, ma la sua onestà artistica è un qualcosa che merita un grande applauso, soprattutto per la sua scelta coraggiosa in un mondo dove sovente si finisce di accettare troppi compromessi per poter velocemente apparire e, altrettanto velocemente, sparire.
Ora vi invito a visitare il suo canale ufficiale e (ri)scoprire un grande Ivano Calcagno:
https://www.youtube.com/channel/UCM3LYuRxjHB09TtlzsqEpKQ
Poi c’è sempre la speranza (un paio d’anni fa mi aveva illuso) di vedere presto Ivano Calcagno tornare in Italia per un suo tour, perché il suo talento merita di essere apprezzato, soprattutto, dal vivo.
E ora che ci penso, in tanti anni, non ho mai dedicato un articolo all’amico Ivano Calcagno… ma c’è sempre il tempo per una prima volta. Grazie Ivano!
«Così si va avanti a cantare
(e a suonare) per tutta una vita
è un teatro di strada
è una notte infinita…»
(Vita d’artista – Ivano Calcagno)