Quando si diventa veramente modelle… una riflessione

di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event
La rubrica “aspiranti modelle” porta oggi a una riflessione importante sull’essere modella oggi, un ragionamento necessario per capire se si vuole essere professionali o semplice ragazze che si fanno fotografare.
foto Sergio Di per RP Event

foto Sergio Di – RP Event per Colorificio 2.0 – models: Roberta Pelizer, Asia Rodrigez e Valeriya Novokhatskaya – art director: Fabrizio Capra

Oggi più che consigli vorrei intavolare una riflessione sull’essere (o non essere) modella oggi.
L’argomento l’avevamo già introdotto nei primissimi articoli di questa rubrica ma, ogni giorno che passa, è un qualcosa che da sempre ci deve far riflettere.
Navigando sui social ci si imbatte in decine e decine di modelle, indossatrici, fotomodelle o presunte tali ma non si diventa modelle dopo aver posato per qualche scatto (spesso malfatto e magari in mutande)  con qualche improvvisato fotoamatore o per aver calcato la passerella in raffazzonate sfilate organizzate alla va la che va bene.
Non sono nemmeno i mi piace sulle foto di Facebook e Instagram a dire che siete modelle, soprattutto popolari e riconosciute tali.
Cosa sono 200 mi piace nei confronti del numero di iscritti attivi di Facebook?  Lo 0,0000090909% sul totale. Una nullità.
Altresì non vi deve far credere di essere modelle qualche commento che vi esalta, vi fa complimenti, che vi lusinga: non sono questi i pareri che contano, soprattutto dove la maggior parte dei commenti sono solo di facciata perché molti non sanno distinguere una foto professionale da uno scatto molto amatoriale, sovente mal fatto.

foto Sergio Di - Elisabetta Molinino

foto Sergio Di – Elisabetta Molinino – “Moda e Musica per AFeVA” – organizzazione RP Event di Roberta Pelizer- direttore artistico Fabrizio Capra

Quindi fare foto per trasformarvi in cacciatrici di like non fa di voi una modella.
Così come partecipare a concorsi senza alcuna prospettiva o futuro: se avete fatto la scelta di percorrere la strada dell’attività di modella bisogna sapere selezionare bene dove esserci e dove non esserci.
Fare la modella è a tutti gli effetti un lavoro e come tale deve essere retribuito e, pertanto, valorizzato.
Se non si valorizza il proprio lavoro si rischia di non valorizzare se stesse: se il vostro lavoro vale zero anche voi come modella valete zero (fatte salve qualche rare eccezioni).
Non esiste il “cambio merce”: se un lavoro è di natura commerciale, ovvero porta un vantaggio economico al committente, non ha senso che la modella non sia pagata per il proprio lavoro.
E altrettanto non ha alcun senso il cosiddetto “scambio di visibilità”.
Sono rarissime casi dove lavorare in tf è veramente scambio di visibilità (leggete qui articolo su tf) tutto il resto non serve a nulla.
Questa è solo una riflessione, le scelte sono vostre come la credibilità di modella.

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