rubrica a cura di Fabrizio Capra
servizio di Jacopo Scafaro
Il nostro redattore Jacopo Scafaro ha assistito nei giorni scorsi, a Milano, stadio San Siro, al concerto di Laura Pausini e Biagio Antonacci. Ecco il suo racconto, sempre preciso ed emozionale.

Laura e Biagio 3Laura e Biagio sono due veri amici, si sente, si vede.
Hanno voglia di divertirsi insieme su un palco e ciò viene trasmesso al pubblico presente a San Siro.
Prima che il concerto inizi si respira un po’ l’aria di sentimentalismi, c’è euforia perché si sta per partecipare a qualcosa di inaspettato e magico.
A mettere a tacere i pensieri e l’attesa ci pensano loro due, che alle 20 e 50, in anticipo di 10 minuti sull’orario del biglietto, salgono sul palco mentre il tramonto comincia a tingere i cieli di Milano.
Laura e Biagio 7L’ingresso dei due nel ‘tempio del calcio’ è solenne, a 6 metri d’altezza immersi nel palco creato apposta per loro da Luca Tommassini, direttore artistico del tour, che ha creato un concerto il quale rappresenta realmente la loro “casa nuova”; tra “Un emergenza d’amore“ e “Liberatemi“ i due prendono posizione sul palcoscenico davanti ad un magico gioco di schermi mobili (590 mq di schermo led ad alta definizione).
Le hit storiche dei due cantautori la fanno da padrone nella lunga scaletta, dove c’è tanto Biagio; ma come detto dallo stesso Antonacci: «nella prima versione pensata da Laura doveva durare quattro ore e quaranta minuti», risponde la Pausini gongolandosi giustamente per uno show cosi immenso:  « Biagio, io sono innamorata di te da sempre, questo tour l’ho fatto per cantare te» fanno capire quanto tutti e due non vedessero l’ora di esibirsi assieme.
Laura e Biagio 5Si divertono, si scatenano e fanno scatenare il pubblico, si raccontano, si coccolano e si prendono anche un po’ in giro, lui – in formissima – corre come un pazzo per tutta la durata del concerto in mezzo alle due imponenti lettere – una L sulla sinistra e una B sulla destra – per andare a salutare più persone possibili, lei sempre elegante sfodera quella simpatia che in pochi conoscono tra una canzone e l’altra, oltre ad una voce che oggi come non mai è potentissima e profonda, tirando fuori una grinta pazzesca.
Se Biagio oltre a tenere il palco con esperienza invidiabile è anche l’abile e perfetto direttore di questa orchestra, Laura è la Superstar assoluta: canta, balla in mezzo corpo di ballo – bravissimi tra le altre cose – suona il flauto ed il piano, per presentarsi poi subito dopo sul palco sempre elegante.
Hai qualcosa dentro di te, che funziona, che funziona, che funziona”  cantano nel ritornello del singolo “In questa nostra casa nuova“ a suggerire il clima di un duetto bilanciato in cui le due parti sono l’una dipendente dall’altra e rappresentano l’una il valore aggiunto per l’altra.
Laura e Biagio 4Uno dei momenti più belli è quando interpretano ognuno le canzoni dell’altro (da “La Solitudine” a “Sappi amore mio“ passando per “Incancellabile“ fino a “Noi non ci facciamo compagnia” solo per citarne alcune); quando si esibiscono riescono sempre ad entrare nel pezzo adattandolo al loro stile vocale, musicalmente parlando e far loro ogni singola frase, quasi vivendola.
La musica suonata nella serata è davvero tanta, in uno stadio che è letteralmente ai loro piedi.
Laura e Biagio interagiscono in modo perfetto, nella festa che hanno preparato con i loro fans, perché come grida Laura: «Questa sera la storia siete voi».
La serata volge quasi al termine non prima però di aver fatto emozionare i presenti con “Iris“, “Come se non fosse stato mai amore “ e “Vivimi” cantata assieme, con un doppio pianoforte, con le loro voci e con un  San Siro diventato un tripudio di torce; forse il momento più toccante della serata che in pochi scorderanno.
Laura e Biagio 9Quasi tre ore di concerto, 33 brani suonati e uno spettacolo semplicemente ipnotico.
Perché tolte le luci, i colori, i maxischermo, bastano loro due, Laura e Biagio e le loro canzoni. L’arrivederci si conclude con “Non vivo più senza te, “Invece no, “Tra te e il maree una vagonata di emozioni.
I due amici si congedano più volte, ringraziando all’infinito le persone presenti e una signora quasi vicino a dove ero io urla: “No ragazzi, grazie a voi!”.
Esatto.
Grazie a voi.