La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi nel suo viaggio La Capra Enoica tocca la regione Puglia con il San Severo sia nero sia bianco. Soprattutto quest’ultimo ha fatto centro per l’accostamento ai Templari.

etichetta-pubblicitaria-SAN-SEVERO-BIANCOCom’è difficile parlare di un vino che ho assaggiato ma che, purtroppo, non mi lega al territorio perché mai ho visitato quella zona.
Mi ricordo che un tempo quando si faceva la spesa in un noto supermercato dalla lettera che si allungava uno dei vini che si acquistava era il San Severo rosso.
Un vino buono, che si lasciava bere, che pasteggiando faceva la sua discreta figura ma, soprattutto, era uno dei vini che in quel supermercato costava meno (e in certi periodi risparmiare era un qualcosa di obbligatorio).
Il San Severo rosso, vino di Puglia è prodotto con il Montepulciano d’Abruzzo: oh bella, è come se in Sicilia il Nero d’Avola venisse prodotto con un vitigno Calabrese.
Mi dite che è così? Allora anche nei vini c’è casino come in tutto ciò che è italiano?
Torniamo al nostro San Severo.
bicchiere-di-vinoQuando lo bevevo un po’ pensavo a laggiù, a quella regione così lontana e affascinante, con la voglia di visitarla, per bere quel vino sul posto calandomi nella sua realtà.
Sta di fatto che non è avvenuto e quando finalmente capitò di andare in Puglia, Lecce per la precisione, la zona del San Severo la sfiorai appena passando in treno e nei giorni di permanenza mai ne assaggiai.
Poi si cambiarono le abitudini, i supermercati si moltiplicarono e quello con la lettera molto allungata non rientrò più tra quelli che si frequentavano e così persi l’abitudine di bere il San Severo.
Però ebbi tempo e modo , oltre al San Severo rosso di degustare anche qualche bottiglia di San Severo bianco e la sua storia mi affascinò maggiormente pensando che il vitigno utilizzato per li bianco è il Bombino, portato in terra pugliese, presumibilmente, dai Templari di ritorno dalla Terra Santa che si accasarono in questa zona su affidamento da parte di Federico II di Svevia (mi pareva che parlando di Puglia non comparisse).
san-severo-docAl contrario su questi vini non vi fu disquisizione da parte di Plinio il Vecchio perché le produzioni giunsero ben dopo il suo periodo di passaggio terreno.
E questo accostamento ai Templari mi fece rendere ancora più interessante li San Severo bianco.
Ora, dopo aver scritto queste righe legate a ricordi confusi, non mi resta che andare alla ricerca di questi vini  negli scaffali di supermercati per poterlo riassaporare ancora a distanza di oltre trent’anni il fascino di una zona della Puglia racchiuso in bottiglia.