di Fabrizio Capra
La Foto della Settimana di oggi non è di un fotografo professionista e nemmeno di un fotoamatore… ebbene si! La foto l’ho fatta io. Ho scelto una foto recente scattata con il cellulare. Non è perché ogni tanto, su centinaia di foto, ne riesco a imbroccare una che mi posso definire fotografo (ce ne sono tanti che dopo una foto fatta discretamente si appellano ph Tizio), però oggi che è il mio compleanno mi permettete, per una volta, di essere un poco auto celebrativo?

Fabrizio Capra - ConeroLo scatto che ho scelto oggi per la rubrica “La Foto della Settimana” l’ho realizzato io.
Tolgo immediatamene ogni dubbio e stronco ogni malalingua che è capace di dire “Ecco, adesso fa anche il fotografo… con il cellulare”.
Fotografo non lo sono e mai lo sarò: immortalo solo momenti, ricordi, immagini con il mio cellulare e, il più delle volte, anche male, ma quello che importa è che mi permettono di rivivere qualcosa che ho vissuto non solo con la memoria ma, anche, con gli occhi e che porto dentro di me.
Oggi mi permetto di pubblicare uno scatto (ribadisco, da cellulare) recentissimo, giusto perché è il giorno del mio compleanno e voglio essere un pochino autocelebrativo; però, come è tradizione in questa rubrica, e non potrebbe essere altrimenti, questa foto mi porta anche a esprimente una riflessione.
Caraibi? Luoghi esotici? Ma dove sei stato? In Italia, non bisogna andare tanto distante per assaporare scenari che emozionano e che sono gioia per gli occhi, che ti sanno trasmettere sensazioni e che ti lasciano a bocca aperta.
Se ho potuto immortalare questa immagine devo ringraziare gli amici di Tipicità: Angelo Serri, Alberto Monachesi e Rebecca Rossi che mi hanno fatto vivere tre grandi e intensi giorni ad Ancona in occasione di “Tipicità in Blu” (a breve inizierò la pubblicazione di articoli su questo argomento).
E la riflessione è spontanea: la nostra penisola è fatta di tantissime realtà artistiche, culturali, storiche, ambientali che, purtroppo, troppo spesso, ce ne dimentichiamo, ignoriamo o, ancora peggio, sottovalutiamo.
Ovunque andiamo nella nostra Italia gli occhi incrociano scorci che meritano un approfondimento, meritano di fermarsi un attimo riflettendo su quanto siamo fortunati a vivere in una nazione da sempre divisa ma da sempre culla di cultura, dove si parte dalla preistoria e si arriva ai giorni nostri in un tripudio di Cultura, quella con la C maiuscola.
Mi vengono in mente le parole di una canzone di Giorgio Gaber, Io non mi sento italiano, testo profondo su cui ci sarebbe sempre da meditare ma, in questo caso, è un passaggio che ci deve aiutare a capire che nella grande cultura italiana dobbiamo essere noi i primi a crederci e a propagandarla: “Ma forse noi italiani / per gli altri siamo solo / spaghetti e mandolini. / Allora qui mi incazzo / Son fiero e me ne vanto / gli sbatto in faccia / cos’è il Rinascimento”.
Ecco del nostro patrimonio dovremmo vantarci sempre un po’ di più e con questo manifestare la nostra fierezza nell’essere italiani.
Ah! Dimenticavo… la foto è stata scattata sulla spiaggia di Sirolo (An), borgo di mare nella Riviera del Conero.
Fabrizio Capra - Conero