La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi un vino che mi riporta indietro negli anni nella nostra Capitale. Un meraviglioso Frascati e l’atmosfera che si creava intorno.

Frascati docSe c’è un vino che mi ricorda Roma è il Frascati:
Sono anni che non capito più nella città eterna però il ricordo è ancora vivo in me: “un Frascati per il dotto’”.
La programmazione dei treni, nel corso degli anni, è stata stravolta, ma un tempo, prima dell’introduzione del primo pendolino, per rientrare in Alessandria dalla Capitale si prendeva un treno che partiva, se la memoria non mi tradisce, intorno alle 23 per arrivare al mattino dopo.
Nell’attesa si andava a cena in un ristorante a pochi passi dalla stazione termini, il Donati, dove si mangiava veramente bene e si innaffiava ciò che si ingurgitava con un delizioso vino locale, il Frascati.
frascati ristorante donatiFrascati, un vino che affonda le sue radici nella storia e nell’assaporarlo non potevi che chiudere gli occhi e pensare a Cicerone, Lucullo, Marco Porcio Catone (il censore) e l’altro Catone (l’Uticense) per arrivare ai grandi prelati come Scipione Borghese, Paolo III Farnese e ancora i Colonna, i della Rovere ovvero quasi tutte famiglie della Roma che fu, quella papalina.
Però poi ci pensava il cameriere a riportarti al caos dei giorni nostri: “Dotto’… il conto”.
E allora ti riprendevi e con il palato soddisfatto da quel delizioso vino ti ributtavi nel caos che era ed è la Stazione Termini e ti avviavi a prendere quel treno che ti riportava verso la vita di tutti i giorni.
Frascati etichetta storicaPoi tutto cambia, i giri cambiano, l’introduzione dei treni veloci ti portavano a partire prima di cena e negli ultimi anni che misi piede sul suolo romano (ultima volta nel 2010) non mi capitò più di cenare dal Donati.
E quel Frascati rimase un sogno.
Non ho più bevuto Frascati da quel periodo perché fuori da Roma mi mancava l’atmosfera di trovarmi seduto al tavolo con il bicchiere in mano e pensare di condividere quel vino con i grandi della storia che, come me, seppero apprezzare questo nettare… almeno fino a quando, con la sua delicatezza, il cameriere si avvicinava e mi sussurrava… “Dotto’… il conto”!