a cura della Redazione

 Ultimo appuntamento con i Luoghi del Cuore 2018 FAI della Campania. Oggi la provincia di  Napoli.

Santa Maria a Cermenna, Piano di Sorrento (Napoli) – 45° posto con 8834 voti
Santa Maria a CermennaSanta Maria di Cerignano a Cermenna, dedicata alla natività di Maria, è a dir poco antichissima. Le colline sulle quali sorge la cappella, un tempo erano li Conti di Geremenna, vocabolo che è ancora in uso come Cermenna. Un nome che lo studioso Onofrio Gargiulli vuole derivato dal termine greco “krèmnumai” e “krèmmena”, che significa monte precipitoso, come risulta essere la costa sul versante meridionale del Comune di Piano di Sorrento. Alla cappella, oggi in stato di deplorevole abbandono. Si accede per una lunga scalinata, ha una facciata semplice e un campaniletto che risale alla fine del Settecento. Al posto di un’antica tela, sull’altare policromo, oggi c’è una piccola statua della Madonna in cartapesta. Le arcate interne sono in pietra vesuviana. Un antico affresco raffigurante Sant’Anna è andato perduto a causa dell’umidità, mentre l’acquasantiera quadrangolare in marmo, recentemente è stata portata via dai ladri. Il luogo di culto, in origine, apparteneva ai Guardati di Sorrento, poi, dal 1808, passò alla famiglia Aiello di Trinità, che, a sua volta, la donò al rione. Sotto la cappella c’è un ipogeo destinato alla sepoltura, con l’ingresso, ora murato, sulla via. Proprio l’ipogeo e le celle funerarie tradiscono l’origine greco-romana del tempio. Data la vicinanza al sito archeologico di Trinità, questo luogo, presumibilmente, sarà stato già considerato sacro in epoca preistorica e dedicato alla Grande Madre del Mediterraneo, divinità venerata da tutte le popolazioni rivierasche, con le quali le antiche genti del Gaudo avevano contatti più o meno frequenti. Un culto che successivamente sarà passato a Cerere, in latino: Ceres, Cereris e in osco: Kerri o Kerres o Kerria, ancora una divinità materna della terra e della fertilità, nume tutelare dei raccolti, ma anche della nascita. Da Cerere a Cerignano, il passo è breve. Altri studiosi hanno ipotizzato che si trattasse di un tempio dedicato al culto della ninfa Carmenta, divinità delle sorgenti, che viveva proprio nel bosco prossimo all’acqua purissima. Anni fa, proprio nel recinto del tempietto, venne alla luce un fregio marmoreo che reca scolpita l’immagine di un’anfora, dalla quale zampilla l’acqua. Quindi la sorgente torna come elemento principale nel culto della divinità che, con l’avvento della fede cattolica, fu identificata nella Vergine Maria venerata nel luogo dei cerri, di Cerere o Cerignano.

Terme Stabiane, Castellamare di Stabia (Napoli) – 280° posto con 832 voti
Terme StabianeProgettate nel 1836, divennero da subito luogo di ritrovo ed assunsero un ruolo fondamentale per gli stabiesi ed i turisti. Inaugurate nel 1836, la storia delle Antiche Terme di Castellammare di Stabia inizia 9 anni prima, quando nel 1827, su progetto dell’architetto Catello Troiano, iniziarono i lavori per la costruzione. Da subito le terme ricoprono un ruolo fondamentale non solo per gli stabiesi, ma anche per i turisti che, soprattutto d’estate, affollavano la città per le cure presso il complesso termale. Anno dopo anno la struttura si andava ampliando con nuovi padiglioni riservati a molteplici cure per il corpo. Nel 1893 fu costruito il celebre Padiglione Moresco, opera dell’architetto Filosa e, nel 1900, la Vasca d’erogazione, in ferro battuto, opera dell’ingegnere Eugenio Cosenza. Le terme diventarono un vero e proprio luogo di ritrovo tanto che si organizzavano mostre di pittura, manifestazioni culturali e concerti musicali. Il 26 febbraio 1956 iniziò la demolizione dell’antica struttura neoclassica e liberty per la costruzione, progettata dall’architetto Marcello Canino, di quella che esiste ancora tutt’oggi. Attualmente le terme sono in ristrutturazione. Grazie alla presenza di 28 distinte fonti minerali, divise in Antiche Terme e Nuove Terme, le terme di Castellammare di Stabia possono infatti fregiarsi di una varietà idrica senza paragoni, comprensiva di numerose tipologie di acque solforose, bicarbonato-calciche e medio minerali, in grado di approvvigionare lo stabilimento con una pluralità di risorse utile da reinvestire nei più disparati trattamenti clinici ed estetici.