a cura della Redazione

Casale di Giano, Bisceglie (Barletta Andria Trani) – 68° posto con 5805 voti
casale di giano bisceglie 3Il Casale di Giano è situato lungo Via Andria a 4,5 km dal centro abitato di Bisceglie, al confine con l’agro tranese, ed è uno dei più antichi Casali, per storia, situati nel territorio biscegliese.
In tale luogo sono stati rinvenuti alcuni assi romani (oggi custoditi nel Museo kircheriano di Roma), e un’iscrizione del tempo di Flavio Claudio Giuliano detto l’Apostata.
Lo stesso nome indicherebbe che nei pressi sorgeva anche un tempio dedicato al dio Giano, da cui il suddetto Casale prende il nome, sul quale fu eretto più tardi un tempio cristiano.
Con la caduta l’Impero Romano con l’avvento dei Longobardi, fu soppresso il culto romano di Giano, e con il diffondersi del Cristianesimo si iniziò a praticare il culto della Vergine Maria, la quale cambiò il nome del Casale in Santa Maria di Giano.
Nelle vicinanze, all’inizio del 700, sotto i duchi longobardi Liutprando e Scaniperga, sorse un ricco monastero (di cui oggi non si ha traccia) a cui appartenevano beni e servitù sparsi tra Barletta e Bitonto.
Il Casale viene citato per la prima volta in un documento di donazione del 965, in cui l’intestatario dichiara essere originario “ex loco iana pertinentis tranensis civitatis“, confermando ancora una volta, come per Pacciano, l’inesistenza di una civitas biscegliese e il fatto che il casale era pertinenza di Trani.
Il Casale iniziò a spopolarsi nella seconda metà del 1000, come attestano alcuni documenti, e che il culto fosse trasferito nella Chiesa di San Matteo.
Nel 1182 fu collocato sotto l’altare della Chiesa di S. Maria di Giano, il braccio di S. Stefano proveniente dal Monastero di Santa Maria di Colonna, e oggi custodito in Cattedrale.
Nel 1727, sotto il Vescovo Pacecco, la chiesa medioevale fu restaurata, secondo i canoni barocchi, e consacrata.
casale di giano bisceglie 1Sempre nel 1700 si attestano nelle vicinanze la presenza di due chiesette (oggi scomparse) dedicate a S. Giacomo e S. Martino.
Del casale oggi restano una chiesa, detta S. Maria di Giano, in cui si riconoscono alcuni elementi sicuramente del vecchio casale, e, a circa 250 m. ad Ovest, distaccata un’altra chiesa, più piccola, detta Tempio di Giano, straordinariamente simile a S. Angelo di Pacciano, sia come posizione planimetrica (un po’ staccata dal “centro” del casale) sia soprattutto per tipologia e forme. Si tratta di un ulteriore esempio di chiesetta ad aula unica con cupola centrale, su piccola volta a botte (ridotta a due arconi, prima e dopo la cupola) e con transetto costituito da due nicchie ricavate nelle murature laterali, coperte da arconi con uguale imposta ; abside semicircolare evidenziato all’esterno; copertura a piramide su base quadrata sull’aula centrale e conica sull’abside, realizzata con “chiancarelle”. La costruzione è in pietra ben lavorata, a filari regolari, quasi senza malta, di una perfezione che lascia sbalorditi, senza intonaci e con stilatura dei comenti solo all’esterno. La cupola è un perfetto emisfero, a corsi concentri.
Anche questa chiesetta presenta le piccole nicchie con archetti nella zona absidale, nonchè cornici all’imposta degli arconi, una monofora nell’abside, due “occhi” sulle facciate laterali. Gli accessi sono due: quello frontale, con timpano monoblocco in pietra, e quello laterale a nord, con capitelli molto più ricchi all’imposta. Interessanti, all’interno, le nicchie, sulle murature laterali, che mettevano in vista (e ne consentivano la manutenzione) i pluviali ad elementi in cotto posti all’interno delle murature stesse ed oggi fuori uso. Manca del tutto la pavimentazione, e al centro vi è un foro che evidenzia un vuoto sottostante. Le dimensioni sono poco più grandi, in pianta, di S. Angelo di Pacciano, ma in altezza è notevolmente più slanciata. Anche in questo caso le forme e la perfezione nella tecnica costruttiva fanno datare l’opera intorno al XII sec..
casale di giano bisceglie 2La chiesa di S. Maria di Giano, invece, conserva non molti resti dell’originario impianto. Esteriormente si presenta come una chiesa campestre settecentesca, intonacata, con aula unica coperta con volta a botte lunettata, e sulle murature laterali con pilastri addossati e collegati da archi; facciate rettangolari cieche; fronte con finestra quadrata alta e portale con timpano. All’interno poi si può osservare come la stonacatura della parete di fondo delle nicchie tra i pilastri a sud ha messo in evidenza una muratura molto antica, peraltro copiosamente affrescata, alla quale, in seguito alla rovina della precedente copertura (probabilmente a tetto, a giudicare dallo spessore dei muri in funzione della luce), fu addossata la struttura interna a pilastri, archi e volta a botte lunettata.
La datazione degli affreschi (fine 1300) dimostrano come il casale non sia stato abbandonato totalmente dopo l’esodo del 1099 (bolla del vescovo Stefano, che concedeva ai profughi di Sagina e Giano la chiesa cittadina di S. Matteo). Questo è l’unico monumento di proprietà pubblica (Parrocchia di S. Domeníco) nonchè in uso. Vi si officia messa una volta l’anno, la seconda domenica dopo Pasqua.

Ogni anno nel periodo, fra il sabato precedente la seconda domenica di Pasqua e il sabato di Pentecoste, fino agli inizi di questo secolo, era usanza recarsi in pellegrinaggio, ove si facevano suppliche in tempo di siccità.
In tale periodo si festeggiavano: la SS. Annunziata, il 25 marzo; e S. Maria di Giano, la seconda domenica dopo Pasqua.
La festività è accompagnata per consuetudine da una piccola fiera, in cui si possono ammirare anche alcuni falconieri.