a cura della Redazione

Il Borro, Loro Ciuffenna (Ar) – 609° posto con 77 voti
5193_il-borroImmerso in un paesaggio incantevole, in posizione strategica su uno sperone roccioso quasi inespugnabile che domina la valle dell’Arno, alle pendici del Pratomagno, sorge il borgo medioevale del Borro, frazione di Loro Ciuffenna in provincia di Arezzo da cui dista 20 km.
Qui, attorno all’anno Mille, fu edificato un castello a sorveglianza della via Setteponti, che ricalca il tracciato della strada consolare romana Cassia, che collegava i centri etruschi di Arezzo e Fiesole.
Le origini del centro abitato non trova sufficiente documentazione ma, con tutta probabilità il castello esisteva già nel periodo alto-medievale.
Roccaforte ghibellina, alleata di Arezzo nelle lotte contro la guelfa Firenze, passò nel 1254 dai Mascagni alla famiglia Dal Borro attraverso il suo capostipite Borro Borri. Girolamo Dal Borro fu medico e filosofo, esperto di lingue orientali, figura di spicco della cultura del Cinquecento.
18941_il-borroAlessandro Dal Borro, “il Terrore dei Turchi”, fu uno dei più grandi condottieri del Seicento, comandante della flotta veneziana contro gli Ottomani.
Nel 1344 la giurisdizione passò alla signoria di Firenze, un privilegio concesso dall’imperatore Carlo IV alla città di Arezzo dove il castello del Borro è segnalato come limite ultimo del distretto territoriale aretino dalla parte del Valdarno.
L’importanza del castello del Borro nel XIV secolo è testimoniata dal fatto che la vicina pieve di San Giustino iniziò ad essere denominata “San Giustino al Borro” e così anche il villaggio che vi si sviluppò intorno, oggi chiamato San Giustino Valdarno. Nel XVI secolo, il paese conobbe un incremento demografico e agricolo grazie all’interessamento del politico e condottiero Alessandro del Borro. Dopo la caduta dei Dal Borro, il borgo passò prima ai Medici, poi ai Torriani di Milano, agli Hohenlohe Waldemburg e dal 1904 ai Savoia.
18940_il-borroNel 1993 la tenuta del Borro, che coincide grossomodo con il nucleo antico del paese, fu acquistato da Ferruccio Ferragamo, che la trasformò in paese-albergo, dove si è sospesi fra un passato glorioso e un vivo presente di vini d’eccellenza, ha fatto un’oasi di pace nel cuore della più autentica campagna toscana.
CHIESA DI SAN BIAGIO
La chiesa di San Biagio, chiesa parrocchiale del paese, è documentata almeno fino al XIV secolo, quando è indicata come una delle sette chiese filiali della pieve di San Giustino. Ebbe successivamente il titolo di prioria e fu padronato dei Medici di Firenze. La chiesa conserva ancora la struttura originaria romanica, mentre all’interno si segnala la presenza di una tavola della Crocifissione del XVI secolo.