a cura della Redazione

Craco, Matera – 531° posto con 158 voti
21220_cracoCraco
è una città fantasma, un borgo abbandonato nel cuore della Basilicata, abbarbicata sulle colline di tenera roccia biancastra tra le aride e degradanti fiancate dei calanchi a circa 50 chilometri da Matera.
Turisti da ogni parte del mondo chiedono di visitare il famoso sito in abbandono: un luogo sconvolgente e affascinante al tempo stesso, un paese disabitato ma suggestivo, dove ti immergi in una realtà senza tempo, in un’area lucana che pare dimenticata dall’uomo.
L’ingresso è consentito esclusivamente se ci si dota della CracoCard, una carta rilasciata dall’amministrazione comunale e accompagnati da una guardia autorizzata, firmare la liberatoria e indossare l’elmetto protettivo.
28201_cracoLa visita dura circa un’ora e mezza, è di facile accesso tranne che per i portatori di handicap che necessitano della carrozzina per spostarsi.
Senza tutto ciò la visione del paese è limitata solo dall’esterno, dal recinto.
L’immagine che si presenta davanti al visitatore è quella di un paesaggio unico: per visitarlo non serve una mappa, Craco può essere visitato perdendosi tra le case e le vie in un luogo che potrebbe assomigliare al set di un film, tra i ruderi del centro abitato e le colline d’argilla, laddove regna il silenzio e il tempo si rallenta.
Che cosa si vede e si viene a scoprire: le cause del cedimento, la vecchia cittadina abbandonata, la Chiesa Madre, la Torre Normanna, la cinta muraria medievale, gli Edifici Nobiliari, il Nucleo Urbano di una volta, e gli elementi più significativi della storia e della cultura degli abitanti, Monastero di San Pietro, il MEC, Museo emozionale di Craco, la reliquie di San Vincenzo Martire.
28204_cracoProviamo a sintetizzare la storia di questo paese.
Le prime tracce risalgono al VII secolo a.C. e si rifanno a popoli Greci che dal mare si sono spostati all’interno, forse in seguito a una pestilenza. Divenne in seguito (X secolo) insediamento bizantino, periodo che vide lo sviluppo dell’agricoltura di fatti il nome Craco parrebbe derivare da “Graculum” ovvero piccolo campo arato. Altra fonte propenderebbe per una derivazione del nome dal gracchiare di corvi o cornacchie.
La struttura urbana risale al 1150-1160 periodo di dominazione Normanna, quando le abitazioni furono raggruppate intorno alla torre quadrata con l’Imperatore Federico II che fa del borgo di Craco un centro militare.
Nel 1276 la cittadella di Craco diviene sede delle Universitas. E verso il 1400 la sua evoluzione urbana si sviluppa intorno a quattro importanti Palazzi, Palazzo Maronna, Palazzo Carbone, Palazzo Grossi e Palazzo Simonetti. Nell’anno 1799 fu teatro di scontri tra la nuova borghesia rurale, della Repubblica Partenopea e l’insostenibile sistema feudale.
21225_cracoRivolta sedata col sangue a Palazzo Carbone. Come molti paesi in Basilicata anche il comune di Craco è stato terra dove imperversava il Bringantaggio. Da ricordare tra tutti i briganti il Cappuccino, ovvero Giuseppe Padovano. Era un ex soldato borbonico così denominato poichè da piccolo aveva studiato nel monastero francescano.
Nel 1963 la vecchia Craco fu evacuata a causa di un’enorme frana e la popolazione fu costretta ad insediarsi nella valle sottostante, l’attuale paesino chiamato Peschiera, e da allora il paese è rimasto intatto e spopolato come lo si vede oggi: il paese fantasma della Basilicata.
Nel 2010 inoltre questo isolato villaggio è entrato nella lista del World Monuments Found, tra i monumenti da salvaguardare nel pianeta.
20996_cracoIl turismo per questo piccolo gioiello lucano costituisce l’unica fonte di economia.
Craco è stata scelta da molti registi come location per i loro film. Citiamo tra tutti La passione di Cristo (2014) di Mel Gibson che la scelse come sfondo durante la scena dell’impiccagione di Giuda e Cristo si è fermato a Eboli (1979) di Francesco Rosi per l’episodio dell’arrivo di Carlo Levi alla nuova destinazione di confino, Gagliano (per l’occasione furono disposti sulle prime case del paese degli stendardi a lutto, per ricreare lo scenario descritto nel libro, i quali ancora oggi sono visibili).