La Capra Enoica (Fabrizio Capra)

Vermentino AragostaQuando in Italia imperversava ancora la Lira, i capelli e la barba erano ancora neri e l’età era ampiamente al di sotto degli anta per un paio di giorni mi trovavo a Roma per lavoro.
Insieme a due colleghi (un grossetano e un alessandrino, e colui che era di Alessandria è stato anche il mio preside alle superiori e solevo dirgli che credevo di essermene liberato dopo cinque anni di scuola e invece me lo ritrovavo sul lavoro) andammo a cena in un ristorantino niente male della capitale: Il Sarchiapone.
Specialità: tutto pesce, solo pesce.
Come al solito ci si siede e il primo atto è ordinare il bere; il mio ex preside, a quel punto, si rivolge al cameriere è ordina un’aragosta.
Tra me e me penso cazpita ma quanto ci costerà (influenze genovesi) la cena? Poi vedo arrivare il cameriere con un secchiello pieno di ghiaccio e una bottiglia di Vermentino di Sardegna sulla cui etichetta campeggiava una splendida aragosta, anzi ne era proprio il nome: Aragosta Vermentino di Sardegna.
Ecco scoperto l’arcano (e mi tranquillizzo anche sul costo della cena).
Ora voi mi direte tutto questo discorso per un vino della Sardegna bevuto a Roma?
Ebbene si: non avendo mai avuto il piacere di mettere piede sull’isola i miei ricordi legati alla terra sarda li devo, obbligatoriamente, ricercare in altre parti d’Italia.
Vermentino Aragosta bottiglieComunque quel Vermentino di Sardegna prodotto dalla Cantina Santa Maria La Palma di Alghero,  contraddistinto da quella magnifica aragosta mi ha stregato.
Qualche tempo dopo, quando il ricordo di quel vino sembrava affievolirsi, mi sono ritrovato in un grande supermercato di Alessandria il cui nome è composto da una “lettera lunga”, e scandagliando lo scaffale dei vini, sempre ben rifornito con tantissime etichette, l’occhio fu attirato da un’etichetta, quella con sopra la superba aragosta.
Approfondisco, anche per capire il perché di questo nome, e vengo a scoprire che questo crostaceo è il simbolo della gastronomia algherese.
Robert Louis Stevenson affermava che “Il vino è poesia imbottigliata” e nella bottiglia del Vermentino c’è tutto il piacere, la forza, la tenacia e l’ospitalità della Sardegna oltre al rammarico, da parte mia, di non esserci mai stato.
Chissà che piacere assaporare questo vino nella zona di produzione: per ora mi accontento dei ricordi di un Vermentino di Sardegna che mi fa sognare!