a cura della Redazione

Bosco ai Prati di Caprara a Bologna – 19° classificato con 17727 voti
Bologna Prati CapraraIl Bosco ai Prati di Caprara a Bologna, polmone verde ed ecosistema naturale, è un’ex area militare che si sviluppa fuori Porta San Felice,  tra la via Emilia Ponente, in prossimità dell’Ospedale Maggiore, il torrente Ravone e la canaletta Ghisiliera, costeggiato da una pista ciclabile. L’area si è spontaneamente rinaturalizzata dopo la dismissione delle attività militari e oggi è un’estesa zona verde dentro il tessuto urbano, che ospita piante ad alto fusto, in prevalenza di essenze a rapida crescita infestanti o pioniere (robinia, ailanto, pioppo, olmo, ecc.) e un habitat ricco di specie animali e vegetali.
La cessione dei Prati di Caprara alla città di Bologna da parte della famiglia nobiliare dei Caprara (famiglia senatoria molto conosciuta nella Bologna del Seicento, soprattutto per il conte Enea Silvio Caprara, valoroso uomo d’armi al servizio dell’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, protagonista dell’assedio di Budapest), risale alla fine del XVIII secolo.
Bologna Prati Caprara 5Dai primi dell’Ottocento il luogo è stato teatro di esercitazioni e parate militari, tra cui quelle del 1805 durante la visita di Napoleone Bonaparte a Bologna (tra il 21 e il 25 giugno) e del 1861 per la proclamazione del Regno d’Italia. Dopo l’Unità di Italia i Prati di Caprara vennero adibiti a Campo di Marte o piazza d’armi.
Ha ospitato a lungo corse di cavalli (la pista venne inaugurata nel 1897) e altre manifestazioni sportive e di altro genere (tra cui nel 1906 l’esibizione del Wild West Show di Buffalo Bill, seconda tournée italiana).
Nel 1909, con tanto di autorizzazione militare, una parte dell’area divenne il campo da gioco del Bologna Football Club, fondato in quello stesso anno; ai Prati di Caprara il Bologna vinse il campionato emiliano di terza categoria nel 1910: la prima partita ufficiale del campionato emiliano, che inaugurò il nuovo terreno di gioco, fu disputata il 20 ottobre 1910 contro la Sempre Avanti,  match vinto per 10-0 dal Bologna.
Il 1° ottobre 1913 la piazza d’armi dei Prati di Caprara diventò ufficialmente aeroporto per veivoli e dirigibili dell’Esercito. Dopo il trasferimento dell’aeroporto bolognese a Borgo Panigale nel 1931, il terreno del campo di aviazione diventerà campo di gioco e sede delle esercitazioni paramilitari del “sabato fascista” per poi divenire campo di concentramento per prigionieri di guerra alleati.

Bologna Prati Caprara 2Oggi il bosco urbano dei Prati di Caprara, area demaniale, è a rischio di scomparsa a causa delle attuali previsioni urbanistiche sull’area che prevedono la costruzione di un nuovo quartiere residenziale e commerciale.
L’area necessita di una bonifica del terreno da ordigni bellici e altri materiali. Il Piano Strutturale del 2008 della città di Bologna ha inserito quest’area tra quelle per cui è previsto un riuso, destinandone una parte a spazi pubblici e di interesse collettivo (inclusi verde e attrezzature sportive) e una parte a edilizia residenziale e commerciale. Il Piano Operativo Comunale, che nel 2015 ha seguito il Piano strutturale come strumento che disciplina le trasformazioni del territorio, ha modificato le previsioni iniziali, riducendo la percentuale di verde. Il comitato “Rigenerazione no speculazione” chiede una maggiore salvaguardia delle aree verdi rispetto alle previsioni urbanistiche del 2015 affinché il bosco venga il più possibile preservato.
Bologna Prati Caprara 4Il bosco dei prati di Caprara è un “bosco selvatico urbano” (sensu Kowarik 2005), ossia una comunità boschiva risultato di una «successione spontanea della vegetazione che avviene in contesti territoriali urbani e industriali senza che vi sia a monte uno schema di impianto predefinito dall’uomo». Dal punto di vista ecologico, l’area presenta numerose nicchie ecologiche fondamentali per la vita di specie animali e vegetali selvatiche difficilmente riscontrabili in aree verdi urbane maggiormente convenzionali.
Ai Prati di Caprara Ovest sono depositate le macerie della strage di Bologna del 1980, a luglio 2018 oggetto di perizie nel corso del terzo processo.