a cura della Redazione

Borgo di Rasiglia, Foligno (PG) – 5° classificato con 32120 voti
38651_rasigliaIl Borgo di Rasiglia, frazione montana di Foligno, in provincia di Perugia, Umbria, si trova nella valle del fiume Menotre.
Una Venezia di montagna in miniatura a più di 600 metri sul mare, Rasiglia è un luogo incantevole, un intreccio di vicoli e vie d’acqua, ponticelli in legno, ruscelli e cascate, su cui si affacciano edifici in pietra che un tempo furono mulini, lanifici e tintorie, cuore di un vero e proprio distretto preindustriale, perfettamente conservato, sorto in un territorio ricco di sorgenti.
Un luogo dove è possibile passeggiare assorbiti dalla natura e cullati dolcemente dallo scrosciare delle acque.
Il borgo è molto piccolo, una cinquantina circa di casette in pietra adagiate al fianco della collina sovrastante come a formare un anfiteatro naturale, immerse nei boschi e attraversate da stradine e ruscelli di acqua purissima.
13574_rasigliaGià noto nel XII secolo, i primi documenti risalgono al XIII secolo periodo in cui fu costruita la rocca che presidia il paesino. Nella prima metà del Seicento il borgo vide uno sviluppo importante delle botteghe e delle attività artigianali legate alla lavorazione dei tessuti, attività che venivano svolte sfruttando l’energia idraulica garantita dal fiume Menotre. Fiorente per secoli, la fortuna del luogo fu probabilmente dovuta alla via della Spina, importante via del commercio tra la costa adriatica e la città di Roma che attraversava il territorio proprio nelle vicinanze, vide poi interrompersi bruscamente la sua vita produttiva nel prima metà del Novecento, quando i lanifici si trasferirono nella vicina Foligno.
A Rasiglia si può ammirare l’antico mulino dove si può ammirare l’antica macina del mulino ancora collocata al suo posto.
Il lavatoio del paese è oggi completamente restaurato nel rispetto della sua antica funzione e arricchito da una stampa d’epoca collocata proprio al di sopra della vasca. Rende perfettamente l’idea del suo utilizzo in passato e dell’importanza centrale che aveva per lo sviluppo tessile locale, assieme alle sale dove si tingevano e lavoravano i tessuti.
23223_rasigliaÈ possibile concedersi una passeggiata un pochino più impegnativa e salire ai resti del Castello di Rasiglia. La struttura è situata sul colle che sovrasta il paese e in passato presentava una forma irregolare che ben adattava alle caratteristiche stesse del colle. Aveva una funzione principalmente di difesa, ma anche di residenza nobiliare per la famiglia Trinci di Foligno, che tra il XIV e il XV secolo fece costruire numerosi castelli e fortificazioni nella zona.
Il terremoto del 1997 ha ulteriormente contribuito allo spopolamento del borgo, che oggi conta solo 17 abitanti nel piccolo centro storico, che arrivano a 44 con le abitazioni, alcune ancora provvisorie, degli immediati dintorni. Dopo alcuni decenni di quasi totale abbandono il piccolo borgo sta rinascendo e alcuni edifici protoindustriali sono stati ristrutturati a uso abitativo e turistico. Oggi il parco archeologico-industriale del tessile di Rasiglia costituisce un raro esempio di conservazione di tutti gli elementi necessari alla produzione dei manufatti tessili, dalla tosatura alla realizzazione del prodotto finito. Il processo tecnico-evolutivo risulta evidente nel passaggio da telai a mano a telai idraulici i quali, all’inizio del XX secolo, furono sostituiti con il telaio meccanico Jacquard, che ha rivoluzionato il modo di tessere in tutto il mondo; telaio ormai estremamente raro e che oggi è attesa che inizino gli interventi di restauro.
23224_rasigliaL’investimento di notevole impegno economico, avvenuto agli inizi del XX secolo in una piccola realtà come quella di Rasiglia, dimostra la grande ricchezza della comunità che, ancora oggi, gelosamente si prende cura dei luoghi ed è attenta alla conservazione di tutto, a sostegno della propria storia.
Il borgo sta rinascendo grazie all’associazione “Tessere insieme” e si sta anche investendo per piccole attività turistiche, che potenzino la microeconomia locale. Portare avanti questo progetto di valorizzazione e reperire i fondi necessari a completare i restauri dei macchinari antichi, oltre che a migliorare l’accessibilità al piccolo borgo, sono le motivazioni che hanno spinto i membri dell’associazione, tutti volontari, a segnalare il bene al censimento, già nell’edizione 2016.