di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

Seconda parte

Lorena - foto Massimo Pitorri
shooting Lorena Rossini – fotografo Massimo Pitorri – art director Fabrizio Capra – Le Jardin du Vintage – Alessandria (Al)

La scorsa settimana abbiamo introdotto il discorso sugli aspetti collegati alla redazione e sottoscrizione della liberatoria fotografica.
Riprendiamo da dove avevamo interrotto, l’obbligo della liberatoria per pubblicare le foto.
In ogni caso non c’è liberatoria che si può far valere se si pubblicano immagini che in
qualche modo risultino lesive della dignità e del decoro della persona ritratta.
Vediamo ora alcuni elementi essenziali che devono essere inseriti in liberatoria:
– le generalità della modella: cognome e nome, data e luogo di nascita, indirizzo residenza;
– il luogo in cui è stato realizzato il servizio;
– il genere di fotografia effettuate;
– il consenso alla pubblicazione;
– la possibilità di consentire a persone terze la pubblicazione (art director, mua, stylist, ecc.);
– il consenso al trattamento dei dati ai fini della legge sulla privacy con i dati del fotografo;
– che tipo di rapporto c’è stato (tfp, tfcd, con compenso, ecc.);
– se la fotomodella concede il diritto all’utilizzo dell’immagine o meno;
– come verranno consegnate le foto.

foto Massimo Pitorri - Eleonora
model: Eleonora Iannè – fotografo: Massimo Pitorri – art director: Fabrizio Capra

Poi, rivestendo anche valenza contrattuale, la liberatoria può essere integrata con altri elementi concordati tra le parti. Affidandoci al modo di dire “nel più sta il meno”, se non vi si aggiungono elementi contrari alle norme, se questi vanno a meglio specificare il rapporto fotografico avvenuto aggiungere qualcosa in più non può che risultare utile.
Terminiamo con un’ultima domanda e conseguente risposta: la liberatoria può essere
revocata?
Una ragazza potrebbe, nel corso della propria esistenza, decidere di non voler più fare la fotomodella: i motivi che la portano a questa decisione possono essere tanti e spesso la prima azione che si pensa di fare è quella di chiedere ai fotografi con cui ha collaborato di eliminare le foto che la ritraggono. Sulla carta sembra semplice ma in sostanza non lo è: tutto è estremamente complesso.
Innanzitutto, come abbiamo già affermato, la liberatoria è un “contratto” che si stipula tra chi “scatta” e chi “posa”, con quest’ultimo soggetto che autorizza all’utilizzo delle immagini, e rappresenta l’espressa rinuncia alla propria riservatezza che per legge è garantita.
Pertanto per bloccare la pubblicazione delle foto è necessario provvedere alla “revoca” scritta della liberatoria, una revoca che deve essere sempre circostanziata da valide, precise e gravi motivazioni che portano a far valere questo diritto: un fidanzato geloso, il matrimonio, la scelta di cambiar vita… non sono di per se validi motivi per chiedere la revoca di una liberatoria e se la revoca suffragata da questi motivi viene impugnata davanti a un giudice normalmente quest’ultimo darà ragione al fotografo.
Ma da quando ha effetto la revoca? Dal momento in cui questa viene ufficialmente e formalmente ricevuta dal fotografo.
Cosa significa questo? Che quanto pubblicato prima di quella data risulta pubblicato lecitamente e pertanto non se ne può richiedere “formalmente” l’eliminazione.

foto Sergio Di per RP Event
model: Roberta Pelizer, Asia Rodrigez, Valeriya Novokhatskaya – fotografo: Sergio Di – art director: Fabrizio Capra

Con la revoca della liberatoria in sostanza si dice al fotografo che da quel momento non è più autorizzato a pubblicare le foto che la ritraggono ma non si obbliga a “cancellare” tutto quanto pubblicato precedentemente alla revoca.
Addirittura se le foto fanno parte di un progetto o di un qualcosa di più articolato (non parlo delle singole foto scattate per puro diletto) il fotografo potrebbe avvalersi del diritto di chiedere un indennizzo. Questo è quanto succede applicando la legge.
Esiste, infine, sempre la regola del “buonsenso” e se tra le due parti in causa non sorgono problemi particolari il fotografo, raggiungendo un accordo bonario, potrebbe anche acconsentire a eliminare le foto della ragazza: però è bene ricordare che non è un obbligo che cala in capo al fotografo ma la sua disponibilità ad andare incontro alle esigenze della ragazza.

Prima parte