a cura della Redazione

Antico Stabilimento Termale, Porretta Terme (BO) – 3° classificato con 75740 voti

Antiche Terme Porretta 2L’Antico Stabilimento Termale  o Terme Alte a Porretta Terme (BO) è situato nell’Appennino, alle pendici del Monte della Croce, a valle della stretta gola del Sassocardo, lungo il greto del Rio Maggiore, al confine con il territorio pistoiese, posto nel vertice superiore del triangolo che delimita l’abitato.
In questo luogo sgorgano diverse sorgenti salsobromoiodiche dalle quali traggono il nome gli stabilimenti termali Marte Reale, Donzelle e Leone-Bovi. Le terme di Porretta, tra le fonti termali più antiche e rinomante, sono già attestate a partire dal XII secolo per poi avere un grande impulso nell’800 con la costruzione della ferrovia. Il complesso architettonico è costituito dall’antico stabilimento termale e dalle circostanti strutture ricettive – ora in disuso – che un tempo costituivano l’Albergo delle Terme. Gli edifici si affacciano su una piazzetta al cui centro si trova una piccola fontana con vasca, anch’essa in disuso. All’interno delle Terme Alte si trova la Sala Bibita, detta anche Grottino Chini, che contiene un capolavoro: le sue pareti sono infatti rivestite di migliaia di piastrelle in maiolica realizzate a inizio Novecento da Galileo Chini, il più importante esponente italiano del periodo liberty. Il complesso termale era originariamente delimitato da una cancellata della quale oggi rimangono solamente i cancelli, purtroppo chiusi al pubblico.

Antiche Terme Porretta 4La storia degli antichi stabilimenti termali di Porretta, incastonati nei boschi più verdi dell’Appennino Bolognese, si perde nella leggenda. Sembra infatti che un bue abbandonato dal suo padrone perché ammalato, sia tornato a casa nel pieno del suo vigore dopo essersi abbeverato alle fonti di acqua termale. Conosciute fin dai tempi dei Romani ( rimangono ampie vestigia archeologiche, nel punto in cui ancora oggi sgorgano le acque medicamentose nella parte alta del paese e il famoso mascherone raffigurante la testa di un leone ritrovato sul greto del Rio Maggiore nel 1888 e per anni simbolo delle Terme) e forse già frequentate dagli Etruschi (ritrovato un frammento di una statua), le Terme di Porretta diventano ben presto una meta ambita per uomini di Stato, illustri letterati e personaggi facoltosi, che oltre a dissetarsi alle fonti miracolose, lasciano importanti testimonianze nei loro scritti. E così, dal devoto Medioevo passando per i fasti rinascimentali, la notorietà di Porretta e delle sue acque cresce sempre più: Lorenzo il Magnifico, Bianca Cappello consorte del granduca Francesco I de’ Medici, il cardinale Francesco Gonzaga e Giovanni Sforza Visconti, ci rimangono importanti citazioni nel corso del tempo, come quelle del celebre mercante pratese Francesco di Marco Datini che ne parla in alcune sue corrispondenze risalenti al 1387, e quella di Niccolò Macchiavelli contenuta nell’Atto I della Mandragola che recita: “Oltra di questo, io parlai iersera a parecchi medici. L’uno dice che io vadia a San Filippo, l’altro alla Porretta, e l’altro alla Villa”.
Antiche Terme Porretta 3Dal XVI al XVIII secolo lo sviluppo delle terme coincide con il governo della contea dei Ranuzzi, la cui Signoria terminò con la Rivoluzione Francese, quando Porretta divenne parte dell’Impero Napoleonico, per passare poi sotto lo Stato Pontificio nel 1814 e nel Regno d’Italia nel 1859.
Arriviamo, quindi, alle raffinate atmosfere della Belle époque, per conoscere infine il turismo di massa nel Dopoguerra. Straordinario esempio di Liberty italiano. Come testimoniano le foto dei primi del Novecento, la corte antistante il complesso termale non era solo un luogo dove perpetuare il rito millenario dell’accesso alle acque guaritrici, ma rappresentava anche un esclusivo punto d’incontro per gli ospiti più eleganti, che qui venivano per rilassarsi, stare insieme, perfino ballare sulle dolci note di una piccola orchestra. Sono queste le atmosfere da sogno che hanno ispirato molti registi famosi. Da Pupi Avati, che qui ha diretto “Una gita scolastica” (1983), a Cristina Comencini, che negli antichi stabilimenti termali ha trovato uno scenario ideale, oltre che obbligato, per girare il più recente “Va dove ti porta il cuore” (1996), tratto dall’omonimo romanzo di Susanna Tamaro, ambientato proprio nella cittadina termale.
Da Porretta è passata la grande storia, rimasta sedotta dal bel vivere che si respira in questi luoghi, e dalle atmosfere ricche di fascino e raffinata eleganza. Ad ospitare tutto questo, il complesso delle antiche terme e l’ambiente naturale che avvolge gli edifici come la scenografia di un teatro.

Antiche Terme Porretta 1Tutto il complesso, in abbandono da vent’anni, dopo i fasti degli anni passati, versa in stato di forte degrado e, attualmente, non è visitabile. L’obiettivo della raccolta voti, guidata dal comitato “SOS Terme Alte”, è quello di segnalare lo stato deprecabile del bene, proprietà di un gruppo privato, auspicandone il recupero e una destinazione d’uso compatibile con la sua storia e restituire questa struttura alla popolazione. La raccolta voti è diventata l’occasione per cementare i legami tra tutti i Comuni dell’area e per pensare a progetti e attività di rilancio dell’intero Appennino bolognese.
A sostenere la raccolta voti sono scesi in campo anche personaggi famosi: il “Maestrone” Francesco Guccini che ha lanciato anche un accorato appello in difesa di un luogo della sua infanzia; il regista Pupi Avati da sempre affezionato a Porretta che, come già scritto, fu scelta a far da sfondo al file “Una gita scolastica”; l’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppo che è intervenuto in modo molto affettuoso.

Chiudiamo proprio con le parole di Francesco Guccini: “É una costruzione preziosa, molto bella, che sarebbe un peccato abbandonare al tempo e all’incuria“.