a cura della Redazione

Fiume Oreto, Palermo – 2° classificato con 83138 voti

e0374695-1904-4250-a267-64b9d1179692Il Fiume OretoWadi al-Abbas il suo nome nell’epoca araba – scorre nella valle che porta lo stesso nome, un bacino esteso per circa 23 chilometri che coinvolge i territori dei comuni di Altofonte, Monreale e Palermo.
La sorgente è a sud di Palermo, nella Conca d’Oro, lungo la dorsale del Monte Matassaro Renna e va a sfociare nel Mar Tirreno attraversando anche il capoluogo siciliano; la foce è visibile dal ponte del lungomare Sant’Erasmo.
L’Oreto è un fiume ricco di eventi storici: uno di questi l’assalto cartaginese di Asdrubale.
Si tratta di un corso d’acqua a carattere torrentizio però anche nei mesi caldi conserva un buon deflusso grazie alla presenza di molte sorgive e alla ricchezza della falda che lo alimenta. Buona parte del suo percorso è situato in un sito di interesse comunitario, il SIC, di grande valore naturalistico: un’area estremamente antropizzata, un rifugio e un corridoio ecologico per la fauna selvatica.
Numerose le ipotesi relative all’origine del nome: documentato da Vibio Sequestre (Orethus) in epoca tardo romana; nel XVI secolo, il Fazello e l’Omodei proposero una derivazione dell’etimo dalla parola greca oros, “montagna”, quindi legato alle sue origini sui colli che cingono Palermo. Del tutto infondata è l’ipotesi che fa riferimento ad un culto pagano di un dio Oreto che nel fiume avrebbe avuto la propria dimora, ma che non è documentato dalle fonti antiche.
40379_fiume-oretoCertamente sbagliata è invece l’interpretazione che vuole l’origine del nome legata alla vicina Chiesa della Madonna dell’Oreto: è probabile piuttosto il contrario, e cioè che il nome della chiesa, originariamente dedicata alla Madonna di Loreto, fu successivamente storpiato. Come hanno recentemente l’idronimo tardolatino Orethus fu probabilmente riportato in auge solo dopo che Boccaccio si ispirò all’opera di Vibius Sequester, mentre è certo, che durante la dominazione araba in Sicilia (827-1091) il fiume era chiamato ‘Abbâs, corrottosi, durante la dominazione normanno-sveva in Haved ‘Abbâs. Ibn Hawqal, nel suo Viaggio in Sicilia, verosimilmente redatto nel 973, riferisce di un fiume Wâdî al- ‘Abbâs. Il fiume fu dunque ribattezzato Oreto in epoca posteriore, probabilmente fra il XII e il XIV secolo.
L’Oreto riceve acqua da tre affluenti principali, il Torrente dei Greci, il Vallone Piano di Maglio e il Vallone della Monaca. Tra le sorgenti principali, Api, Alloro a Vigna d’Api, Villa Renda, Santa Maria e Fontana del Lupo. Il bacino del fiume si estende per circa 129 chilometri quadrati, dal Monte Gibilmesi fino alla foce, nella zona di Sant’Erasmo, a Palermo.
Lungo il corso del fiume si trovano numerosi ponti, realizzati a partire dal XII secolo.

Curiosità
40378_fiume-oretoAl primo veliero siciliano che attraversò nel 1818 l’Oceano Atlantico fu dato il nome del fiume.
La splendida vallata creata dal fiume è lodevolmente descritta nei versi della SilvaDe pulcherrima Altifontis vicinia, locoromqe adjacentium situ amoenissimo” realizzata nel 1841 dal canonico e latinista Nicolò Di Carlo.
Nel fiume, all’altezza dell’attuale Ponte Corleone, si svolse una battaglia tra cristiani e musulmani, a dimostrazione che il fiume era navigabile. Sono stati trovati fossili con pesci che mostrano l’ampiezza del letto del fiume.

L’area del fiume Oreto è sovente meta di escursioni dedicate alla sua scoperta, un posto inaspettato per la sua bellezza selvaggia, suggestiva, in una gola tra rocce; si conserva ancora, lungo il suo percorso, la presenza di rare specie sia floristiche sia faunistiche, alcune in via di estinzione. Si osserverà, tra le altre bellezze, la pianta Carex panormitana, rarissima pianta acquatica. Una escursione contraddittoria, tra bellezze naturali e scempi ambientali

Il bacino, secondo l'ultimo piano regolatore approvato dal Comune di Palermo, dovrà diventare un'area protetta: ma fino ad agosto del 2006 l'area era ancora particolarmente inquinata, per la presenza di numerosi scarichi fognari abusivi e di alcune discariche abusive anche a cielo aperto.
fiume-oreto_71605Più volte nel corso degli anni i comuni attraversati dal fiume hanno portato avanti campagne per la pulizia dell'area e del fiume per trasformarlo in riserva naturale. Attualmente sono state poste migliaia di bandiere decorate a mano presso la circonvallazione di Palermo per sensibilizzare l'opinione pubblica verso il fiume.
Nel 2015/16 uno studio chimico-biologico ha rilevato la presenza, nel tratto urbano, di ammoniaca, nitriti e tensioattivi. La riqualificazione del fiume Oreto non può prescindere dai problemi di smaltimento e trattamento delle acque reflue e degli scarichi incontrollati nelle zone attraversate e quindi è fondamentale l'attivazione degli interventi sul sistema di depurazione delle acque di Palermo. A questo scopo, in seguito a una procedura di infrazione e sanzioni UE, sono stati presentati a giugno 2018 i progetti per l'avvio di tredici cantieri – alcuni già iniziati - per la realizzazione della nuova rete fognaria. Il comitato “Salviamo l’Oreto”, attraverso il censimento de “I Luoghi del Cuore”, ha voluto attirare l'attenzione dei cittadini e delle istituzioni sullo stato di abbandono e degrado del fiume, nel tentativo di promuoverne la rivalutazione come bene paesaggistico e culturale.Un primo risultato è già stato colto: dopo decenni di oblio, si sta infatti lavorando alla costituzione di un “Contratto di fiume”, per pianificare azioni condivise da tutti gli stakeholder.