di Fabrizio Capra – direttore artistico RP Event

Prima parte

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model: Roberta, Valeriya e Asia – fotografo: Sergio Di – art director: Fabrizio Capra – RP Event

Prima o poi dovevamo affrontarlo.
Tema spinoso quello della LIBERATORIA pertanto rispondo subito a una prima domanda che molti si fanno: “Quando occorre firmare una liberatoria fotografica?”.
La risposta è semplice: SEMPRE!
Se si fotografano delle persone, ritratti singoli o di gruppo, e nella fotografia i visi di una o più persone sono riconoscibili, al fine di poter esporre o utilizzare le immagini in pubblico (internet, giornali, mostre, ecc.) è necessario, per legge, possedere la liberatoria regolarmente sottoscritta.
Chi afferma che la liberatoria non è sempre necessaria non dice il vero.
Sono gli articoli 96, 97 e 98 della Legge n. 633 del 22 aprile 1941 (legge sul diritto d’autore) che lo afferma:
Art. 96 – Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio, senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell’articolo seguente. Dopo la morte dellapersona ritrattata si applicano le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell’art.93.
Art. 97 – Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione  dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici e culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione o anche al decoro della persona ritrattata.
Art. 98 – Salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può dalla  persona fotografata o dai suoi successori o aventi causa essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografo, salvo pagamento a favore di quest’ultimo, da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo. Il nome del fotografo, allorché figuri sulla fotografia originaria, deve essere indicato. (omissis….).

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model: Eleonora – fotografo: Antonio Petocchi – art director: Fabrizio Capra

Pertanto il fatto che la liberatoria è necessaria è basato su questi due punti:
1) la liberatoria è un contratto che regola il rapporto fotografico tra il fotografo e la  fotomodella;
2) la liberatoria, anche ai sensi della legge sulla privacy, attesta il consenso per l’utilizzo dei dati personali e per la pubblicazione delle immagini.
Rammento, anche, che l’autorizzazione è richiesta espressamente per legge in caso di  pubblicazione, pertanto è reato pubblicare una fotografia senza il consenso del soggetto  fotografato.
Alla luce di quanto riportato fino a ora, sottoscrivere la liberatoria più che una facoltà è un obbligo e serve a tutelare entrambi i soggetti e a stabilire tutte le condizioni relative al servizio fotografico effettuato.
Abbiamo parlato di sottoscrizione della liberatoria: ma chi la deve sottoscrivere?
Compilata in duplice copia (una per il fotografo e una per la fotomodella) deve essere
firmata da entrambe le parti (per le fotomodelle minorenni abbiamo trattato a parte l’argomento). Meglio se la firma viene apposta su tutte le pagine della liberatoria.
Ricordo, inoltre, che la liberatoria deve essere conservata: importante possederne copia nelcaso di eventuali controversie.

Fine prima parte