a cura della Redazione

palazzo madama mito dianaGiovedì 31 gennaio, alle ore 17.30, Palazzo Madama ospita nel Gran Salone dei Ricevimenti, la presentazione del volume “Il Mito di Diana nella cultura delle corti – Arte letteratura musica” curato da Giovanni Barberi Squarotti, Annarita Colturato, Clara Goria (Firenze, Leo S. Olschki, 2018).
Interverranno:
Michela di Macco (già professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università La Sapienza di Roma, socio dell’Accademia delle Scienze di Torino), Paolo Gallarati (professore ordinario di Storia della Musica presso l’Università di Torino, socio dell’Accademia delle Scienze di Torino) e Giulio Guidorizzi (grecista, traduttore, studioso di mitologia classica e di antropologia del mondo antico, già professore ordinario di Letteratura Greca presso l’Università di Torino).
Saranno presenti i curatori, modera Guido Curto, Direttore di Palazzo Madama.
Il mito di Diana nella cultura delle corti” è secondo volume della collana del Centro Studi delle Residenze Reali Sabaude “La civiltà delle corti” diretta da P. Cornaglia, C. Goria e A. Merlotti.
mito di diana copertina volumeDiana, dea della luna e della caccia, occupa un posto importante nei mondi delle corti europee e nei processi di appropriazione e rinnovamento degli antichi apparati mitologici che li percorrono. La dea rivive nelle rappresentazioni simboliche e allegoriche di regine, prìncipi e dame, attraversa generi, iconografie e stili, solcando palcoscenici e ispirando opere e decorazioni per residenze e giardini d’Europa. Sotto il suo nume sorge nel cuore del Seicento la Venaria Reale, «palazzo di piacere e di caccia» del circuito delle residenze sabaude: la Reggia di Diana, secondo il programma iconografico interamente dedicato alla dea da Emanuele Tesauro.
Il volume, attraverso un excursus interdisciplinare, affronta vari episodi degli sviluppi del mito: dall’antichità ai racconti di Boccaccio, alle rivisitazioni rinascimentali; dagli affreschi del Parmigianino a Fontanellato alla pittura di Batoni; dai travestimenti mitologici e dalle composizioni musicali per la corte di Francia alla poesia di Foscolo e Leopardi, fino a più inattese disseminazioni popolari e contemporanee. Immagini, racconti, partiture, per tracciare, alla luce di differenti sguardi critici, le metamorfosi e le ambigue identità della dea che ancora oggi interrogano e seducono.
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.