di Gian Giacomo William Faillace

Oggi è il Giorno della Memoria e noi di RP Fashion & Glamour News abbiamo chiesto un intervento controcorrente, a tratti polemico o estremo, forse un po' duro, condivisibile o non condivisibile, ognuno giudichi però sempre nel rispetto della persona e dell'opinione altrui. Si può approvare o dissentire nei limiti del lecito. Da parte mia eviterò ogni commento. 
Fabrizio Capra, direttore responsabile

g.memoria201927 Gennaio, il giorno dedicato alla memoria della Shoa, il giorno in cui ricordiamo, chi con lacrime vere, chi per pura propaganda e quindi con lacrime di coccodrillo, lo sterminio di massa progettato e attuato dalla dottrina nazista tra il 1938 ed il 1945 attraverso deportazioni, campi di concentramento e di lavoro dove sei milioni di cittadini europei di origine ebraica trovarono la morte.
Sei milioni di ebrei che oggi, qualora resuscitassero, qualora per un puro miracolo dovessero risvegliarsi e camminare tra le strade di Parigi, di Roma o di Milano, penserebbero che Hitler abbia vinto la guerra, che la Germania nazista sia riuscita a conquistare il mondo e che nulla o quasi, dal 1945 ad oggi sia cambiato, se non nei metodi e nei colori delle casacche.
Effettivamente, cosa è cambiato? Sono cambiati i metodi, sono cambiati i colori dei vessilli politici ed i loro simboli, sono cambiati i nomi ma l’obiettivo non è cambiato, semmai sono cambiati gli attori e i soldati che anziché attraversare il Reno o il Danubio, oggi, attraversano il Mediterraneo.
gian giacomo william faillaceTanta è l’ipocrisia che si respira nei giorni che precedono il 27 Gennaio, soprattutto quando coloro che incondizionatamente appoggiano regimi teocratici che teorizzano la distruzione di Israele, alla vigilia del Giorno della Memoria, ricordano l’Olocausto, soprattutto quando un alto rappresentante dell’Unione Europea che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie verso il terrorismo anti-israeliano, oggi ricorda gli ebrei morti nelle camere a gas, soprattutto quando una parte politica ideatrice di una legge europea, votata a maggioranza a Strasburgo da tutta la sinistra europea e parte del P.P.E., che obbliga a marchiare con la Stella di David tutti i prodotti alimentari provenienti da Israele (a breve magari lo proporranno anche per le persone), oggi con ipocrisia piangono le vittime del nazismo, soprattutto quando il capo di uno staterello a se stante, in zona semicentrale di Roma, definisce “angelo di pace”, dopo averlo ricevuto nei suoi appartamenti in visita ufficiale due o tre volte, un capo terrorista, che nella sua tesi di laurea ha negato l’Olocausto e che oggi mira alla totale distruzione dello Stato Ebraico e del suo popolo; presidente di un’autorità che dovrebbe rappresentare una popolazione di cui non vi è traccia nella storia antecedente il 1967.
Eccola l’ipocrisia! Questa si manifesta con finti ricordi presentati agli ingenui al solo scopo di recuperare qualche misero voto che darebbe ai neo-nazisti un po’ di respiro, si manifesta con false parole di solidarietà verso i discendenti delle vittime di Hitler per poi ripiombare in un assordante ipocrita silenzio per quanto avviene nei giorni successivi.
Anzi, quest’anno, in alcune città, associazioni di vario genere, ma non certo di anti-fascisti, organizzano convegni sulla Shoa in cui non vi sarà neanche un rappresentate delle Comunità Ebraiche italiane, bensì delegati di un popolo, quello giordano, che si è autoproclamato “palestinese” dopo il 1967, e che negli anni in cui veniva attuata la “soluzione finale” nazista, fu uno dei più fedeli alleati della Germania, contribuendo con azioni, patti e soldati inquadrate nelle SS, vedasi le brigate islamiche in Bosnia, dimenticando del supporto dato loro dalla Brigata Ebraica nella liberazione di Ravenna e Ferrara.
Oggi il Nazismo si chiama Antifascismo, oggi la censura si chiama islamofobia e politically correct, oggi le SS si chiamano Hamas, Hezbollah, oggi la “soluzione finale” parla persiano e arabo e i vassalli europei tradendo le sue radici e le sue lotte per la libertà e il diritto vi si inchinano, talvolta persino velati; oggi la Gestapo si chiama difesa dei diritti umani, o civili, che come un avvoltoio è pronta a censurare e a tacciare di fascismo chi ha idee diverse da essa: idee sulla vera natura dei diritti umani e civili.
Olocausto, Shoa, Soluzione Finale, vedete voi come chiamarla, è solo un qualcosa che serve ad alcuni per riflettere, per altri è solo una strumentalizzazione politica da sciorinare agli occhi di quegli ignoranti che i neo-nazisti travestiti da democratici hanno contribuito a creare attraverso una classe docente o , sedicente, intellettuale altrettanto ignorante e asservita. Oggi i nuovi Goebbels si trovano nelle scuole italiane che privi di vergogna insegnano una falsa storia dell’umanità, in cui masse di popolazione spinte da una falsa propaganda emigrano verso un Eldorado inesistente vengono paragonati ad un’altra popolazione che è stata rastrellata, deportata, rinchiusa in campi di sterminio, derubata dei suoi averi e sterminata e certo è che non fu coccolata in hotel a Varsavia o a Sobibor.
Oggi 27 Gennaio, ricordatevi ciò che è realmente successo, ricordatevi di quei sei milioni di uomini, donne e bambini che vennero catturati nelle loro case, rinchiusi in vagoni merci come bestiame, rinchiusi in campi di concentramento e in ultimo, uccisi in massa in camere a gas e cremati per non lasciarne traccia e soprattutto non ricordatevi degli ebrei morti se non siete pronti a difendere quelli vivi.