a cura della Redazione

Le esposizioni a ingresso gratuito allestite al Castello del MonferratoTracce di Cemento: Il carnet di viaggio sull’archeologia industriale” e “Good morning… good night. Cinque artiste e una curatrice dall’Iran. The sequel, visitabili nelle sale del secondo piano, sono state prorogate fino al 10 febbraio 2019.
Le mostre rimarranno aperte al pubblico sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Saranno possibili anche visite infrasettimanali su prenotazione al numero 0142444330.

Tracce di Cemento: Il carnet di viaggio sull’archeologia industriale
L’evento è stato inaugurato nell’ambito degli appuntamenti di ITACA Monferrato.
tracce_cemento_copertinaSi potranno ammirare gli acquerelli originali che l’illustratore naturalista Lorenzo Dotti ha inserito nel secondo volume della collana Carnet del Monferrato pubblicato in luglio da Edizioni Boreali. Si tratta di un carnet de voyage che conduce sulle colline attorno a Casale Monferrato negli anni tra le due guerre, quando i crinali del Monferrato erano percorsi da lunghe teleferiche che trasportavano a valle le marne per la produzione del cemento, sulle colline alte torri segnavano l’ingresso ai pozzi di estrazione e lunghi convogli di piccoli treni scendevano agli opifici di Casale Monferrato, vere e proprie cattedrali con le loro alte ciminiere.
Il volume è stato pubblicato grazie al progetto Il paraboloide di Casale Monferrato: da silos a centro culturale della memoria dell’industria del cemento proposto dal Comune di Casale Monferrato, in collaborazione con l’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino, l’Associazione OperO di Ozzano Monferrato e l’Associazione Il Cemento nell’identità del Monferrato casalese di Casale Monferrato, finanziato dalla Compagnia di San Paolo.

Good morning… good night. Cinque artiste e una curatrice dall’Iran. The sequel

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Nargess Hashemi

La mostra è frutto del proficuo rapporto di collaborazione tra il Comune di Casale Monferrato e il Complesso Museale di Palazzo Ducale di Mantova sui temi del reciproco sviluppo culturale e turistico.
La mostra, curata dall’iraniana Tarlan Rafiee e dal direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann, vede la presenza dei lavori di cinque affermate artiste iraniane di diverse generazioni: Parvaneh Etemadi, Nargess Hashemi, Farah Ossouli, Rozita Sharafjahan, Golnaz Taheri.
Il percorso casalese, dopo un primo appuntamento tenutosi in primavera a Mantova, si muove da poli diversi quali l’antica Persia e il moderno Iran, la cultura tradizionale e la scena artistica contemporanea e intende dare luce, parola, ascolto alla componente femminile di questa parte di mondo dove oggi le donne giocano ruoli importanti in politica, economia, cultura e sicurezza militare.