Est! Est!! Est!!!… la leggenda in un bicchiere

La Capra Enoica (Fabrizio Capra)

montefiascone panoramaLa leggenda che ruota intorno all’Est! Est!! Est!!! mi ha sempre stimolato, fin da ragazzo, forse un po’ come succede con tutte le leggende.
Poi a scuola, alle superiori dove studiavo per diventare “agrotecnico”, appena varcata la metà degli anni ‘70, abbiamo messo in pratica un esperimento realizzando un vino con le “polverine”, il cosiddetto vino bastonato, e sulla botte scrivemmo “Est Est Est… bastonatum”.
Poi un giorno, un bel po’ di anni dopo, ed eravamo già negli anni ’80, trovai tra gli scaffali di un supermercato che proponeva una ampia scelta di etichette una bottiglia di questo vino ed ebbi, finalmente l’occasione per assaggiarlo.
Non ho mai visitato Montefiascone, patria di questo vino, ma appena versato, dentro a quel bicchiere ci ho trovato tutto quello che immaginavo, il paesaggio e la storia: il lago di Bolsena e i vigneti accarezzati dai raggi di sole che nelle acque lacustri vanno a riflettersi, vigneti che convivono in un area ricca di ritrovamenti archeologici, dove hanno vissuto gli etruschi e poi in seguito papi, imperatori, re, regine.
Insomma in un bicchiere di vino dal bel colore giallo paglierino ci ritrovavo un po’ di mie passioni: il buon vino, naturalmente, la storia, l’arte, la natura idealizzate dall’aromaticità piacevole al naso e al palato di questo Est! Est!! Est!!!.
Errare humanum est… perseverare Est! Est!! Est!!!

LA LEGGENDA
Tradizione vuole che il nome di questo vino derivi da una leggenda.
Anno 1111, al seguito di Enrico V di Germania in viaggio verso Roma per ricevere dal pontefice, Pasquale II, la corona di imperatore del Sacro Romano Impero, c’era anche un vescovo fiammingo, Johannes Defuk (o Deuc), grande intenditore e amante dei buoni vini.
Al fine di soddisfare la passione per il vino Defuk inviò in avanscoperta il suo coppiere Martino: il suo compito, lungo la via per Roma, era assaggiare e scegliere in anteprima i vini migliori.
montefiascone-tomba-defukDefuk e Martino avevano concordato un segnale in codice: Martino qualora avesse trovato del buon vino in una locanda, avrebbe dovuto scrivere “est”, ovvero “c’è” vicino alla porta della locanda, e, se il vino era molto buono, avrebbe dovuto scrivere “est est”. Il servo, una volta giunto a Montefiascone e assaggiato il vino locale, non poté in altro modo comunicarne la qualità eccezionale. Decise quindi di ripetere per tre volte il segnale convenuto e di rafforzare il messaggio con ben sei punti esclamativi: Est! Est!! Est!!!
Il vescovo condivise il giudizio del suo coppiere e prolungò la sua permanenza a Montefiascone per tre giorni. Addirittura, al termine della missione imperiale vi tornò, fermandosi fino al giorno della sua morte (avvenuta, pare, per un eccesso di bevute). Venne sepolto nella bellissima chiesa di san Flaviano, dove ancora si può leggere, sulla lapide in peperino grigio, l’iscrizione: «Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk». In riconoscenza dell’ospitalità ricevuta, il bizzarro vescovo lasciò alla cittadinanza di Montefiascone un’eredità di 24.000 scudi, a condizione che a ogni anniversario della sua morte una botticella di vino venisse versata sul sepolcro, tradizione che venne ripetuta per diversi secoli. Al vescovo è ancora dedicato un corteo storico con personaggi in costume d’epoca, che fanno rivivere questa leggenda.

vigneti est est estLA STORIA VERA
Secondo studiosi del posto la Storia del Vescovo è nata per dare stimoli alla mente umana: la notorietà del vino considerato per secoli il miglior moscatello dello stivale, il rilevante numero di viaggiatori alla ricerca di stravaganze, la figura che giace sotto la pietra tombale in San Flaviano.
La prima trattazione della leggenda risale al 1556-1559, quando Lorenz Schrader, viaggiatore tedesco, menziona il vino e la “notanda Historia de quodam praelato”, senza citare mai date, nomi propri e altri dettagli che compariranno solo nei secoli successivi, mentre l’espressione “Est” è ripetuta solo due volte e non scritta.
L’uso del triplice Est avverrà solo nel 1670 nella relazione di viaggio di Richard Lassels come sempre a questo periodo, la metà del Seicento, risale la sommaria epigrafe aggiunta alla pietra sepolcrale. Come abbiamo visto nella leggenda il termine “Devc” viene interpretato come il cognome del personaggio (Deuc, Defuk, De Fuc o De Fugger) ma potrebbe anche essere, semplicemente, una grossolana trascrizione dell’aggettivo “deutsch” riferito al leggendario beone che si tramandava fosse di origine germanica.
Questa epigrafe la si può considerare sicuramente una trovata turistica del tempo, di fatti Francois Maximilien Misson racconta che nel 1668 appena arrivato a Montefiascone alcuni bambini si avvicinarono offrendosi di guidarlo a vedere la tomba dell’Est! Est!! Est!!!.
Del resto questa leggenda, stando a quanto scrive Franz Karl Prassl, non è esclusiva di Montefiascone ma anche di altre parti d’Europa: una simile è raccontata in Slovenia.

est est est etichettaPILLOLE DI STORIA
Che il vino fosse un prodotto conosciuto sta la storia a indicarlo: infatti il nome, Montefiascone, deriva da “mons” che significa monte e da “flasconis” che sta a indicare i falaschi, erbe lacustri che crescono sulle rive del lago e che venivano anticamente usate per rivestire i fiaschi; ma anche da “faliscorum” che indica un grosso recipiente, un fiasco. Dal 1308 lo stemma della città è raffigurato da sei cumoli nobiliari sormontati da una botte e proprio il papa Innocenzo IV, in una sua lettera del 1353, documentò con tale stemma la fondamentale sorgente di qualità e reddito per tutto il territorio.
Nelle raccolte statutarie del 1471 si parla già di due vitigni: il moscatello e il guarnaccino.
Nel 1506 a papa Giulio II vennero offerti vini locali e nel 1550 Leando Alberti, nelle sue memorie di viaggio, fece riferimento alle “nominazioni” tedesche,  mentre a fine Cinquecento tra gli ingredienti necessari di un rimedio montefiasconese per avere figli era citato un fiasco di “malvascia ovvero guarnaccia”.
Nel 1740 è Goethe a parlare di questo vino e della sua leggenda.
Al vino bianco Est! Est!! Est!!! è stata conferita la Denominazione di Origine Controllata nel 1966, tra i primi in Italia.
Però questo periodo vede anziché l’espansione una ritorno principalmente al consumo locale fino a quando qualche azienda dotata di una rete commerciale consolidata sul mercato ha iniziato, verso la fine degli anni ’80 del secolo scorso, a diffondere questo vino al di fuori del suo territorio.

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