di Fabrizio Capra

20190106_162901Lo scorso 2 gennaio abbiamo inaugurato uno spazio di RP Fashion & Glamour Newsdal titolo “Non solo misteri” e se in Piemonte si parla di misteri & c. non possiamo che pensare a Torino, città misteriosa per eccellenza, pertanto oggi ci rechiamo nell’ex capitale sabauda alla scoperta di una “mano misteriosa”.
Chissà quante volte, passando in corso Matteotti, sempre di fretta come ce lo impone la vita quotidiana di oggi, siamo transitatici sotto questo palazzo e non abbiamo alzato gli occhi per osservarla collocata sul muro di un palazzo in stile veneziano nell’atto di porgere al passante una lettera o un biglietto.
20190106_162843La “mano misteriosa” è collocata al di sopra di un portone carraio nel tratto di corso Matteotti, al civico 45, tra corso Donati e corso Vinzaglio, non lontano dalla stazione di Porta Susa.
Potrebbe trattarsi della mano di Ebe di Marivaux, cortigiana francese che in quella casa (o in una limitrofa) ci visse in un’epoca non ben precisata.
Cosa ci racconta la leggenda? Una storia di amore e intrighi.
Ebe era una donna bellissima e affascinante che attirava intorno a se numerosi corteggiatori ai quali chiedeva denaro senza mai restituirlo; uno in particolare si chiamava Bilinsky.
Costui era un ricco finanziere russo conosciuto a casa di un mago torinese durante una serata di magia; l’uomo sovvenzionò lautamente Ebe, donna dalle mani e dalle tasche bucate, fino a quando non successe che l’uomo d’affari perse tutti i suoi soldi.
20190106_162836Trattandosi di un amore fittizio basato esclusivamente sul denaro quando quest’ultimo venne a meno anche l’amore svanì.
Ebe si fece altre storie ma Bilinsky follemente innamorato di Ebe andò su tutte le furie al punto che una sera attese sotto casa della donna l’arrivo di questa con un altro uomo e quando questi scesero dalla carrozza l’attaccò maldestramente con un coltello, ma il colpo andò a vuoto e la lama si conficcò in un albero che venne chiamato “l’albero di Ebe”.
Di tutta questa storia il finale è totalmente sconosciuto ma ci rimane quella mano che sporge da sopra il portone con quella lettera che da adito a varie interpretazioni.
Chi ci vede una richiesta di aiuto rivolta ai passanti da parte di Ebe intimorita dalla violenza dell’uomo russo oppure chi la interpreta come una lettera per congedarsi da un amato respinto.
20190106_162923Altri ancora propendono sul fatto che è posta su quella facciata da qualche estimatore a perenne ricordo del fascino e della bellezza di questa cortigiana.
Circola anche una versione decisamente meno romantica che non ha a che vedere con le vicende di Ebe: per alcuni si tratterebbe di un’insegna segreta di una casa chiusa che era ospitata nel palazzo.
Nessuna di queste ipotesi, però,  ha ancora avuto un riscontro e forse non si saprà mai la verità; rimane sconosciuto  anche chi ha posizionato quella mano su quel palazzo visto che l’origine del palazzo stesso è di inizio Novecento: unica certezza è che ancora una volta Torino, una città capace di accogliere tra le sue vie un mistero, senza spiegazioni.