a cura della Redazione

castello -palazzo Madama TorinoDomani, giovedì 6 dicembre, dalle ore 14, Palazzo Madama a Torino ospita nel Gran Salone dei Ricevimenti la prima giornata del convegno di Italia Nostra dal titolo Dalla tutela e conservazione alla valorizzazione del patrimonio immobiliare degli Acaia in Piemonte”.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili.
I successivi convegni sono programmati per venerdì 14 dicembre, ore 15, a Pinerolo nel Salone Casa Madre delle Suore di San Giuseppe e domenica 16 dicembre, ore 9.30, a Fossano nella Sala di consultazione e lettura del Castello di Fossano.

Programma:
Saluto delle istituzioni: Regione Piemonte, Città di Torino, di Pinerolo e di Fossano, Università degli Studi di Torino
Relazioni di:
Adriana My, presidente Italia Nostra Piemonte Valle d’Aosta: L’impegno di Italia Nostra
Andrea Longhi, docente di storia dell’architettura al Politecnico di Torino: Castelli e territorio nel secolo degli Acaia
Guido Curto, direttore di Palazzo Madama: Palazzo Madama da castello medievale a sede museale patrimonio mondiale dell’Unesco
Luisa Papotti, soprintendente: Il ruolo della Soprintendenza nella tutela e conservazione del patrimonio storico ed architettonico
Maura Baima, funzionario archivista: La ricostruzione storico-documentale. Il casodell’Archivio Storico della Città di Torino
Rinaldo Comba, già ordinario di Storia medievale e presidente della Società storica della provincia di Cuneo: Lodovico d’Acaia. Gli ultimi giorni di un principe
Conclusioni del Presidente nazionale di Italia Nostra, Mariarita Signorini.
Modera Roberto Gnavi, presidente della sezione di Torino di Italia Nostra.

 

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Pinerolo – Palazzo degli Acaja

L’iniziativa che il consiglio regionale piemontese dell’associazione Italia Nostra organizza, nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario dei seicento anni dalla fine del principato d’Acaia, ha come obiettivo primario di richiamare l’attenzione sui tre più noti edifici, che testimoniano il secolo degli Acaia: il Castello di Torino (noto come Palazzo Madama), il Palazzo detto degli Acaia a Pinerolo e il Castello della città di Fossano, contribuendo a costruire le condizioni affinché anche il Palazzo di Pinerolo venga salvato dalla sua attuale condizione di abbandono. Il progetto rientra nell’iniziativa “Monumento da salvare” 2018.

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Fossano – Castello degli Acaja

La struttura medievale di Palazzo Madama si deve alla committenza di tre principi d’Acaia: Filippo (1294-1334), Giacomo (1337-1367) e Ludovico (1402-1418). Il principato d’Acaia nel Medioevo comprendeva Torino e parte del Piemonte meridionale, cioè i territori al di qua delle Alpi della contea di Savoia, dati in appannaggio al nipote Filippo da Amedeo V conte di Savoia.
Filippo promosse un importante cantiere edilizio nel 1317-21, allo scopo di ingrandire e trasformare in residenza principesca l’edificio medievale, già esistente, addossato alle mura romane e alla Porta Decumana.

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Torino – Palazzo Madama

Questo primo castello, tutto in laterizi, venne ulteriormente ampliato all’inizio del Quattrocento da Ludovico con l’aggiunta delle due torri poligonali verso Po, di un nuovo rivestimento in mattoni per le torri romane di facciata – che restavano inglobate nella nuova costruzione – , la realizzazione di un “viretto” (torre con scala a chiocciola all’interno), la decorazione delle sale principali, l’allestimento di un giardino ispirato a quelli dei signori del nord Europa (ricostruito nel 2011 nel fossato e oggi noto come “giardino della principessa”, cioè di Bona di Savoia, principessa d’Acaia che qui teneva pappagalli e falconi), e infine la messa a coltura di un frutteto e un vigneto contro le mura di epoca romana. Dopo la morte di Ludovico, senza eredi, il principato e il castello passarono a Amedeo VIII, duca di Savoia, fratello di Bona. Nei due secoli di governo di Torino da parte dei principi d’Acaia, il castello (allora noto come castello di “Porta Fibellona”), fu sede politica, amministrativa, giudiziaria e militare di grande importanza. Gli arredi quel periodo sono tutti perduti, ma gli inventari antichi restituiscono l’immagine di una residenza cortese di grande rilievo, con una stufa in terracotta, mobilio in legno intagliato e affreschi di Giacomo Jaquerio in diversi ambienti.