di Fabrizio Capra

I Trilli con Mauro CulottaLa malinconia non è altro che un ricordo inconsapevole”affermava Gustave Flaubert.
Forse è la prima volta che mi tocca smentire un aforisma: la malinconia mi sorge naturale per dei ricordi consapevoli, ricordi di un periodo breve ma molto intenso.
Ultimi mesi del 2006: incontro per la prima volta Pippo dei Trilli. È in fase di preparazione il suo grande ritorno sulle scene e mi viene chiesto di curare l’ufficio stampa.
Il concerto si tiene a Novi Ligure nel gennaio 2007, nei padiglioni di Dolci Terre di Novi, gremito come non mai, un grande successo.
La frequentazione assidua e le fasi di preparazione di questo spettacolo mi permettono di conoscere bene Pippo fino al punto che lui un giorno mi disse “Per me sei come un fratello”.
Pippo dei TrilliNulla fa presagire che da li a pochi mesi, il 23 maggio, Pippo ci lascerà per un brutta malattia.
Qualche mese più tardi, a distanza di cinque mesi dalla scomparsa, la famiglia di Pippo mi chiede di curare l’ufficio stampa del Memorial programmato per il 30 ottobre al Vaillant Palace di Genova alla presenza di Gino Paoli, Beppe Grillo, Vittorio De Scalzi, Michele, Don Andrea Gallo e tanti altri personaggi genovesi.
Quella sera sentendo cantare Vlady, il figlio di Pippo, mi prese una forte stretta al cuore e negli anni che sono inesorabilmente passati fino a ieri, quasi undici, mai ho avuto il coraggio di andare, nonostante i ripetuti inviti, ad assistere a un concerto dei “nuovi” Trilli.
Qualche giorno fa, invece, mi arriva un messaggio in chat di Vlady che mi invia un link con lo spettacolo in programma a San Michele, frazione di Alessandria, e mi scrive (testuali parole) “Ciao Fabri Vieni a trovarmi gondon!!”.
20180907_232820A tale richiamo non potevo più dire di no e così ieri sera mi sono trovato catapultato in una situazione che mai pensavo di rivivere con una grande emozione.
Gli abbracci con Lina (moglie di Pippo) e Vlady, i ricordi, il capire che dopo tanti anni nulla è cambiato, che la profonda amicizia è rimasta inalterata.
E poi Lina che mi dice “Pippo ti voleva proprio bene”.
Emozioni e malinconie che si rincorrono al di la delle belle sensazioni che mi ha trasmesso il concerto.
Importante è stato ritrovarsi come se fossero passati un paio di giorni e non undici anni.
Il concerto poi è stato un susseguirsi di sconvolgimenti interni: trascinato nel vortice del coinvolgimento ma sovente con le lacrime agli occhi (ben mascherate dal buio della sala) e groppi in gola ho rivissuto momenti indescrivibili.
i trilliUna canzone in modo particolare mi ha commosso, Piccun dagghe cianin, preceduta da una introduzione di Vlady riferita ai fatti tragici del 14 agosto scorso e, come se si fosse stabilita una connessione mentale, terminato il brano Vlady mi dedica questa interpretazione e come qualche ora fa ancora adesso, mentre scrivo, mi ritrovo ad asciugare qualche lacrima che tremula sul mio viso.
Alla fine ancora tanti abbracci e la promessa di ritrovarci o, meglio, di non perderci nuovamente ostacolati dai ricordi e dalla malinconia.
Infine un doveroso plauso al gruppo che onora la memoria di Pippo e di Pucci con un grande spettacolo coinvolgente: Vladimiro Zullo (voce), Fabio Bavastro (basso), Fabrizio Salvini (batteria e flauto), Alberto Marafioti (tastiere), Davide De Muro (chitarra e voce) e Alessandro De Muro (chitarra e mandolino). Ospiti della serata Mauro Culotta e Maurizio Silvestri.